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venerdì 29 settembre 2017

I colori dell'anima


I COLORI DELL'ANIMA

Chiudo gli occhi in questo blu, colore del cielo, 
che dà pace tranquillità equilibrio, 
la mente si libera e tutto intorno è calma e serenità. 

Le braccia si immergono in questo giallo, colore del sole, 
che dà energia calore vita, 
il corpo è contento e tutto intorno è allegria e ottimismo. 

Le gambe sprofondano nel rosso, colore del fuoco, 
che dà forza amore fertilità, 
le emozioni si manifestano e tutto intorno è vivacità e sentimento. 

Con i piedi entro nel verde, colore della natura, 
che dà speranza armonia comprensione, 
i piedi si trasformano in radici nella terra per rinascere e crescere a nuova vita.


(testo e disegno di Monica)


martedì 8 agosto 2017

Le mongolfiere



LE MONGOLFIERE

Lentamente vanno su verso luoghi sconosciuti
Sai quando partono ma non sai quando arrivano
In balia del vento e sempre più in alto
Sorvolando pianure, montagne e città.

Aria calda dentro, fiamma potente
Ti porta sulle nuvole e anche più su.
Dentro un abbraccio di vimini, tocchi il cielo con un dito
Lasciandoti cullare nel silenzio dell’aria.

Soffici palloni colorati in viaggio senza meta,
Il tempo e il peso non esistono, tutto è leggero,
Tutto intorno è bellezza e stupore
E ti senti piccolo di fronte all’immensità.


(lavoretto manuale e testo di Monica)



venerdì 28 aprile 2017

Vestire gli alberi


A Livorno, in Piazza XX Settembre, gli alberi che circondano la piazza sono alberi vestiti.

L'idea, lanciata originariamente negli Stati Uniti ("urban knitting"), è stata presa in prestito dalle donne del quartiere, con il solo scopo di abbellire e ravvivare la città con i colori.

Così un gruppo di donne, con la passione dell'uncinetto e dei ferri, ha cominciato a riunirsi nel tempo libero per creare dei vestiti per gli alberi, utilizzando lana e filati. 
In seguito, anche altre donne, nonne, bambine/i, associazioni varie sono state coinvolte nel progetto e ognuno ha contribuito in vari modi, sia lavorando la lana, sia tramite la donazione di gomitoli o vecchie coperte di lana da poter modificare per l'occasione.






Un'idea colorata che ha rinvigorito il significato di piazza, ossia uno spazio urbano dove le persone si ritrovano, si incontrano, parlano, dove i bambini giocano e si divertono all'aria aperta, con in più l'aggiunta di fare qualcosa insieme a favore del quartiere.



lunedì 5 gennaio 2015

...e quindi uscii a riveder le stelle...


Allora, mi sembra di avere tutto pronto...
Le scarpe sono un po' rotte, ma non importa, fa più scena, qualche straccio addosso ce l'ho, la scopa è un po' vecchia, ma anche quella per ora funziona, ma soprattutto sono pronte le calze da portare ai bimbi!

E siccome sono una Befana un po' "riciclosa" (da non confondersi con riciclata), quest'anno ho preparato le calze riciclando la carta da regalo.
Ho disegnato una sagoma a forma di calza (davanti e dietro) per ogni carta regalo, ho ritagliato con le forbici, ho spillato le due parti con la spillatrice ed ho riempito con le caramelle.

Via, verso la mezzanotte parto, e spero di rivedere le stelle in cielo!
Voglio pensare ad ogni stella come ad una persona che ha fatto parte della mia vita...



martedì 18 novembre 2014

Calendario dell'Avvento e lanterne di natale


Quest'anno, ho deciso di creare il Calendario dell'Avvento riciclando il più possibile.Ho utilizzato i rotoli della carta igienica, li ho rivestiti con della carta regalo natalizia riciclata; un'estremità l'ho chiusa piegando i lembi verso l'interno in modo da creare il contenitore dove mettere cioccolatini, biscotti e bigliettini, mentre nella parte lasciata aperta ho fatto un foro dove ho inserito un laccio di colore rosso, li ho attaccati ad una gruccia di metallo e per finire, ho messo un fiocchetto sotto al gancio.



Anche quest'anno, come l'anno scorso, insieme ad un bel gruppo di persone, cercheremo di creare piccole cose fatte a mano, con l'aiuto dei bimbi e ognuno come può, con l'intento di creare dei piccoli oggetti (cercando il più possibile di utilizzare materiale di riciclo) per poi venderli, con lo scopo di devolvere il ricavato in beneficenza.
E' un modo per passare un po' di tempo insieme, far divertire i bimbi, sapendo che anche se gli oggetti non sono di design, sono sicuramente fatti con il cuore e per una buona causa.


Quest'anno mi sono dedicata alle lanterne natalizie, e ai portacandele.
Ho utilizzato i barattolini di vetro degli omogeneizzati e degli yogurt, con del filo metallico ho creato il manico aggiungendo delle perline, poi ho messo nastrini, stickers natalizi, stoffe varie, e infine ho aggiunto la candelina.




Buone creazioni a tutti!

martedì 9 settembre 2014

Scacciapensieri o Acchiappasogni


Scacciapensieri


Acchiappasogni

 
Scacciapensieri o Acchiappasogni, cambia poco, quando dopo un pomeriggio passato insieme a creare, il risultato sono degli splendidi oggetti, che solo a vederli mettono di buon umore.
 
Partendo da dei legni trovati sulla spiaggia, aggiungendo tutto ciò che la fantasia suggerisce, i pensieri brutti si allontanano come per magia, i sogni cominciano ad avere una sua forma.
 
Ognuno ha i suoi pensieri da scacciare, ognuno ha i propri sogni da realizzare, la semplicità può aiutare!
 
Buoni sogni a tutti!

 
 


martedì 5 agosto 2014

Pensieri al vento...in ordine molto sparso


SOTTOTITOLO: Non Per Forza Ci Deve Essere Sempre Un Significato


Le cose non sono come sembrano.
Perdere la faccia per un caffè, sprofondare, provare disagio ma alla fine provare soddisfazione per lo scopo raggiunto.
Ma chi l’ha detto che deve essere così?!?
In fin dei conti qui non mi conosce nessuno.
Sensazione di smarrimento in uno spazio aperto.
Sentirsi osservata ma non dover dare spiegazioni a nessuno.
Pregiudizi che crollano con poco.
Osservare il mondo intorno a me con occhi diversi.
Questa voce che fa come le pare.
Essere presa per “strana” in un primo momento e dopo poco sentirsi compresa.
A piedi nudi per la strada.
Identità nascoste.
Corpi e voci.
Vincere la vergogna.
Sentirsi bene, senza un motivo ben preciso.

...cosa vi passa per la testa? Raccontate.



giovedì 7 novembre 2013

...aspettando Andy...

 


In attesa di andare a vedere a Palazzo Blu, la mostra di Andy Warhol intitolata "Una storia americana" (dal 12/10/2013 al 02/02/2014), ho pensato...come mi avrebbe ritratto Warhol in stile Pop Art? Il risultato sarebbe stato certamente colorato e particolare.
 
L'esposizione che andrò a vedere, presenterà circa 150 opere (fra cui fotografie Polaroid e grandi tele) che mostreranno il percorso creativo di Andy Warhol, artista che ha rivoluzionato il mondo dell'arte del Novecento, trasformando oggetti comuni e consumistici in icone dell'arte, come la serie delle "Campbell Soup" (barattoli di zuppa) o delle scatole dei detersivi "Brillo", portando il supermercato e tutto ciò che è consumo, nel mondo artistico.
 





E come non ricordarsi del ritratto di Marylin Monroe, dove il mito diventa icona?
 

Warhol rappresentò anche il Vesuvio durante l'eruzione, utilizzando diversi colori, differenziandolo dalla tipica rappresentazione da cartolina.

 
I "Coltelli", è stato usato recentemente anche come copertina per il libro
 "Gomorra" di Roberto Saviano.

 
 
 Mentre aspetto, vi lascio con questa frase:
 
“Tutte le mie immagini sono la stessa cosa…ma sono anche molto diverse…Cambiano con la luce dei colori, col momento e con l’umore…La vita non è forse una serie di immagini che cambiano mentre si ripetono?” (ANDY WARHOL)
 

giovedì 31 ottobre 2013

Orange

Non parlerò molto...solo immagini di un bel colore arancio, per pensare positivo, per dare e ricevere calore, per lasciarsi avvolgere in un caldo abbraccio, per prendere tutta l'energia necessaria come fosse vitamina...ne abbiamo tutti bisogno!









giovedì 9 maggio 2013

Il mistero dei calzini spaiati



A chi non è mai capitato di ritrovarsi un calzino spaiato nel cassetto?
Vuoi perché uno è rimasto in fondo al cesto dei panni da lavare, vuoi perché un altro è cascato durante il tragitto dal cesto alla lavatrice, vuoi perché uno è cascato di sotto mentre si stendeva la biancheria (e mai più raccolto)…insomma, quello dei calzini a volte rimane proprio un mistero…soprattutto quando ne metti in lavatrice due e ne esce solo uno…questo sì che è un mistero inspiegabile!

Ma dove vanno a finire i calzini? C’è forse un universo parallelo dentro la lavatrice, dove si ritrovano tutti i calzini perduti? … quello a righe con quello bianco, quello colorato con quello tinta unita…di tutti i colori e di tutte le forme, tutti spaiati in allegria!

Io, per ovviare il problema dei calzini spaiati, li lego fra loro, prima di metterli in lavatrice…spero non me ne vogliano i calzini dallo “spirito libero”, lo faccio solo per una questione di comodità.
O forse dovrei assecondare il desiderio dei calzini di spaiarsi fra loro e cominciare a metterli ai piedi; di sicuro la giornata inizierebbe con un sorriso, perché è buffo vedere ai piedi due calzini differenti e sarebbe un sorriso contagioso anche per chi li vedrebbe, possono piacere o non piacere, ma sono buffi. Però mi sa che non sono ancora pronta a questa estrosità…ecco perché li lego fra loro.
E se alla fine questo fosse proprio il desiderio dei calzini? ...quello di spaiarsi e andare con chi gli pare…

C’è un testo scritto da Vinicio Capossela che parla dei calzini.

“Il paradiso dei calzini”

Dove vanno a finire i calzini 
quando perdono i loro vicini 
dove vanno a finire beati 
i perduti con quelli spaiati 
quelli a righe mischiati con quelli a pois 
dove vanno nessuno lo sa 
Dove va chi rimane smarrito 
in un'alba d'albergo scordato 
chi è restato impigliato in un letto 
chi ha trovato richiuso il cassetto 
chi si butta alla cieca nel mucchio 
della biancheria 
dove va chi ha smarrito la via 
Nel paradiso dei calzini 
si ritrovano tutti vicini 
nel paradiso dei calzini…
Chi non ha mai trovato il compagno 
fabbricato soltanto nel sogno 
chi si è lasciato cadere sul fondo 
chi non ha mai trovato il ritorno 
chi ha inseguito testardo un rattoppo 
chi si è fatto trovare sul fatto 
chi ha abusato di napisan o di cloritina 
chi si è sfatto con la candeggina 
Nel paradiso dei calzini...
nel paradiso dei calzini 
non c'è pena se non sei con me 
Dov'è andato a finire il tuo amore 
quando si è perso lontano dal mio 
dov'è andato a finire nessuno lo sa 
ma di certo si troverà là…
Nel paradiso dei calzini 
si ritrovano uniti e vicini 
nel paradiso dei calzini 
non c'è pena se non sei con me 
non c'è pena se non sei con me.

C’è chi poi, con  i calzini spaiati crea dei pupazzi, un modo per riciclare proprio tutto...della serie: anche il calzino ha una sua dignità!




I calzini spaiati, metafora della diversità. C’è di che riflettere…
Raccontate le vostre esperienze con i calzini.

martedì 22 febbraio 2011

Produzione propria

Era da un po’ che avevo voglia di ritrovarmi con le mie amiche per passare un pomeriggio creativo. L’idea era quella di sbizzarrirci su 3 argomenti: bijoux, decopatch e lavorare ai ferri. Quindi domenica pomerigio ci siamo date appuntamento a casa mia, ognuna con il proprio materiale, per dare sfogo alla fantasia e creare. Eravamo partite con l’idea di fare tante cose, ma poi alla fine, il tempo di un pomeriggio è sempre troppo poco per voler fare tutto, quattro ore passano molto in fretta e ogni volta rimaniamo sempre con la voglia di continuare o finire “l’opera” incompiuta, che quasi sicuramente rimarrà nella scatola fino al prossimo appuntamento, e chissà fra quando sarà.

La cosa bella di queste riunioni fra amiche, oltre al chiacchierare e farsi due sane risate, è anche poter scambiare il materiale fra di noi, ...infatti chissà perché succede quasi sempre che ad una di noi manca quella perlina o quel cordoncino che le serve per la collana...fortunatamente però, se si cerca bene fra le scatole di tutte, un’altra di noi ce l’ha...questa sì che è collaborazione!

Dopo un pomeriggio così, mi faccio sempre prendere dall’entusiasmo della creazione e per almeno 15 giorni cerco di finire o fare qualche altra cosa per conto mio, durante le serate dopo cena: ecco allora che la casa si riempie di cose in attesa di essere finite sparse ovunque, che prima o poi saranno concluse.

Anche se non ho potuto lavorare ai ferri per mancanza di tempo, domenica la mia amica Lorenza mi ha insegnato un nuovo tipo di lavorazione: il “punto lanciato”... non vedo l’ora di fare una sciarpa con questa tecnica nuova per me: penso che nei prossimi giorni mi dedicherò proprio a questo. 

Paola si è dedicata interamente al bijoux producendo “zitta zitta” (anzi ogni tanto canticchiava) ben tre collane e un braccialetto molto originale, oserei dire disneyano...i ciondolini sono tanti piccoli pesciolini “Nemo”.

Silvia dobbiamo dire che è stata la più produttiva di tutte e soprattutto ha spaziato fra i 3 argomenti: ha creato una parure (formata da collana + braccialetto) molto estiva, fatta di conchiglie; poi ha decorato, usando la tecnica del decopatch, un barattolino con ritagli di giornale.

Lorenza, oltre ad insegnarmi il “punto lanciato”, ha finito una serie di collane incompiute rimaste lì da precedenti pomeriggi creativi, e poi ne ha creata una nuova che al marito, dopo averla vista, gli ha ricordato il sistema solare...quindi direi che possiamo dare un nome a questa collana: “Plutone”.

Io mi sono dedicata a smontare e rimontare una collana che avevo già fatto, aggiungendo e togliendo qualcosa, poi ne ho fatta una nuova, usando materiale mio e non, e devo dire che il materiale preso dalle scatoline delle amiche, riesce sempre a dare quel tocco in più.
Ma poi, chi li indossa tutti questi bijoux?...dove mettiamo i barattolini decorati?...alcune cose le regaliamo, altre le indossiamo d’estate, altre rimangono dimenticate nella scatola del materiale...che puntualmente ritroveremo dopo mesi e mesi quando ci riuniremo per uno dei nostri appuntamenti creativi e nel momento in cui riappariranno, ci dimenticheremo quasi di averle fatte. 

Alla fine comunque,  l’importante di tutto questo creare, è l’aver trascorso del tempo con le amiche, indipendentemente dall’aver finito o no ciò per cui abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia…questa è la vera soddisfazione!

venerdì 21 gennaio 2011

2 diritti 2 rovesci


Da un po’ ho riscoperto l’hobby di lavorare ai ferri.
Una volta era considerato il passatempo delle nonne, che dopo aver fatto le faccende di casa, si mettevano in poltrona a sferruzzare, producendo maglioni, sciarpe, calzini, cappelli...forse perché prima c’erano anche pochi soldi per comprare l’abbigliamento, ecco allora che le nonne e le mamme si dovevano ingegnare per far avere a tutta la famiglia i vestiti caldi per l’inverno.

Oggi, molte donne giovani (non solo le nonne), hanno riscoperto questo passatempo che si è rivelato un anti-stress molto piacevole. Lavorare ai ferri rilassa, dà un senso di tranquillità, in più si sviluppa creatività e fantasia...senza contare la soddisfazione finale nel vedere l’oggetto finito e indossato; insomma le tensioni si distendono ... meglio che prendere un calmante...

Questo hobby non solo è stato riscoperto, ma pare sia diventata una moda, la “knitting mania” in inglese. Moda, o non moda, a me sferruzzare piace e mi rilassa, anche se non sono molto brava, infatti so fare solo sciarpe (2 diritti 2 rovesci appunto). Come ha detto di me una persona: “io la maglia la so fare, ma non so né crescere né calare”...nel senso che so fare il diritto e il rovescio ma non so calare le maglie o aumentarle, quindi per ora niente maglioni, niente cappelli, ma solo sciarpe lunghe lunghe...prima o poi dovrò imparare a fare anche altre cose...
Queste sono tre sciarpe che ho fatto l’anno scorso. 

La prima l’ho fatta utilizzando avanzi di lana per fare pratica...e il risultato, anche se non molto omogeneo, non è stato malvagio...pensate che qualcuno l’ha indossata tutto l’inverno...che soddisfazione!:


Per la seconda ho utilizzato un po’ di lana nera che avevo già in casa, ravvivandola con del filo argentato alle estremità, giusto per dare un po’ di luce...ed ecco la “sciarpa da sera”:


Per la terza, finalmente sono andata a comprare la lana in un negozietto che vende solo gomitoli di lana e cotone; ho comprato dei gomitoli color arancione con sfumature varie e devo dire che l’effetto finale mi è piaciuto:


martedì 14 dicembre 2010

Il decopatch (ovvero oggetti che hanno ripreso vita...)

La tecnica del decopatch si ispira in un certo senso a quella più tradizionale del decoupage, ma è molto più semplice, in quanto non c’è bisogno di tagliare le figure con le forbici in maniera precisa.
Occorrono le seguenti cose:
-colla/vernice per decopatch
-carta per decopatch (sono fogli di carta tipo carta velina, ma molto resistenti)
-pennello a punta piatta
-oggetto da decorare (può essere di plastica, di legno, di metallo etc.)

Non c’è bisogno di usare le forbici, basta strappare dei piccoli lembi di carta con le mani, si mette uno strato di colla sull’oggetto, si appoggia il pezzettino di carta strappato, si ripassa con la colla per farlo ben aderire all’oggetto e continuiamo così, utilizzando i pezzettini di carta, sovrapponendoli leggermente tra loro, fino a rivestire tutto l’oggetto. Ecco fatto!

Una volta rivestito tutto l’oggetto, se vogliamo, possiamo ripassare uno strato di colla, ma non è necessario per la buona riuscita.
L’oggetto così rivestito ha un effetto molto particolare, non si notano le unioni fra i vari pezzettini di carta, anzi, la decorazione è molto uniforme e colorata. Se l’oggetto è di colore naturale chiaro o bianco, è molto meglio, in quanto le cartine da decopatch avranno un effetto molto più bello e i colori risalteranno molto di più, altrimenti, prima di decorare l’oggetto, possiamo passare uno strato di vernice acrilica di colore bianco per uniformare il tutto. E’ molto bello mescolare fra loro carte di colori diversi, cercando comunque di dare un tono di colore di base che sia sul rosa, oppure sul verde o come più ci piace.

Ecco alcuni oggetti decorati con la tecnica del decopatch, che ho realizzato quest’anno.
Ho decorato due caffettiere che non utilizzavo più, perché non funzionavano...una lattina di pomodori pelati, dopo aver tolto l'etichetta e averla decorata, è diventata un porta penne, e un flacone di alluminio di bagnoschiuma, è diventata una bottiglia da mettere in bagno...
Ovviamente si possono decorare tantissimi oggetti e dar sfogo alla fantasia!




giovedì 25 novembre 2010

Borse di feltro





La borsa è un accessorio che di solito alla donna non manca mai...quando la borsa è grande, è quasi una "prolunga" della casa, dove dentro ci si trova di tutto, dai fazzolettini di carta, alle salviettine umidificate, dalle scatole di antidolorifici, alla crema per le mani, dall'agendina al burro di cacao...ma nel momento in cui stiamo cercando qualcosa dentro la borsa, chissà perché non si trova mai!...e di solito sono le chiavi di casa!
Di borse ce ne sono di tutti i tipi: grandi, piccole, di pelle, di stoffa, di vimini, di plastica...e sono tutte belle nelle loro caratteristiche.

Oggi voglio farvi vedere tre borse di feltro, non molto grandi, che ho fatto a mano lo scorso inverno.
La prima è rosa fucsia, con decorazioni in lana cotta "punzecchiata" di colore viola e beige, insieme c'è anche il porta monete o porta cellulare.
La seconda è una borsetta da sera, colore nero e rosso, con decorazioni applicate di piccoli specchietti e un laccio di catenella dorata.
La terza è una borsa marrone quadrata, con decorazioni in lana cotta "punzecchiata" di vari colori, a formare dei tondi, e un laccio formato da tre fili di lana cotta intrecciati fra loro, nei colori che riprendono le decorazioni.

Sicuramente non sono borse di valore, ma hanno un valore intrinseco: l'essere fatte a mano.
C'è soddisfazione nell' avere un accessorio creato a mano, e portarlo con se dà un senso di auto-rappresentazione, è come voler in qualche modo parlare di sé stessi.

lunedì 22 novembre 2010

Calendario dell'Avvento



Sembra presto, ma in realtà se uno vuole fare un Calendario dell’Avvento, è il momento di cominciare a pensarci... Io non ho bambini, ma ho un nipotino e ormai è tradizione che la zia gli prepari il Calendario dell’Avvento.
Se ne trovano in giro già pronti, tipo librini di cartone, formati da tante finestrine con dentro i cioccolatini...ma cercare di costruirne uno è ancora più carino. Per questo, anche se siamo a novembre è il momento di darsi da fare!

L’anno scorso ne ho preparato uno molto semplice: ho foderato una scatola con della carta natalizia; poi, su un foglio, ho disegnato delle caselline con scritto i numeri da 1 a 24 e ho attaccato con la colla il foglio alla scatola; poi ho comprato 24 bustine di carta di misura medio/piccola, su ognuna di loro ho scritto con il pennarello i numeri da 1 a 24. All’interno di ogni bustina ho messo il regalino, cercando ogni volta di variare: cioccolatini, caramelle, piccoli pupazzetti tipo Gormiti (per i maschietti), oppure mollettine per capelli (per le bambine), bigliettini con storielle o filastrocche di natale, decorazioni per l’albero, calzini colorati etc. Una volta preparate tutte le bustine, le ho messe dentro la scatola mescolandole fra loro. Ogni mattina a partire dal 1° dicembre mio nipotino cercava quella giusta e faceva una crocetta sulla casellina del giorno indicato, fino ad arrivare all’ultima del 24. Il risultato è garantito: la curiosità dei bambini nel trovare ogni giorno qualcosa di nuovo e diverso, dà gioia e felicità.

Quest’anno dovrò cambiare idea: all’insegna del “riciclo”, pensavo di utilizzare i rotoli di cartone della carta igienica; li fodererò con della carta gialla a formare tipo delle caramelle, chiuse alle estremità con del nastrino rosso, non prima però di aver racchiuso all’interno i regalini; scriverò sopra ogni caramella i numeri da 1 a 24 e le metterò tutte dentro a un cestino.

Un altro suggerimento potrebbe essere quello di prendere un spago piuttosto lungo e spesso da appendere a due chiodi in casa; utilizzare poi le mollette di legno per stendere i panni numerandole da 1 a 24 e attaccare delle bustine di carta o stoffa colorata con all’interno i regalini.
Buon lavoro e buon divertimento!