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giovedì 24 novembre 2016

Non una di meno! Basta violenza!

 L'iniziativa nazionale del 25 novembre 2016:
NON UNA DI MENO
Le matrioske sono state scelte per dare l'idea
di infinito, delle tante donne unite nel mondo l'una insieme all'altra
che formano una forza infinita.

 Murales in ricordo delle vittime di femminicidio - Roma

 Le sorelle Mirabal
assassinate il 25 novembre 1960.
Nel loro ricordo e nel ricordo di tutte le donne uccise
l'ONU ha scelto questa data, per la
Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne

Scarpe rosse, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, 
grazie all'artista Elina Chauvet, che le utilizzò per la prima volta
in un'installazione artistica pubblica, per ricordare le 
centinaia di donne uccise nella città di Juarez in Messico

Basta violenza!


"Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui
degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni.
Dobbiamo sempre schierarci.
La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima.
Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato"
(Èlie Wiesel - Premio Nobel per la pace nel mondo)


Lo sapevano tutti che qualcosa di terribile sarebbe successo
Ogni volta che lui tornava a casa
Le cose che usava
La prima volta afferrò la prima cosa che trovò
Afferrò una pentola, la sfasciò in testa
Le pestò di brutto l'occhio destro
La volta dopo ci pensò un po'
E si fermò un istante
Si sfilò la cintura
Le lasciò piaghe dentro le cosce
La terza volta sentì il bisogno di essere più coinvolto nel farle male
Così la colpì con i pugni, le ruppe il naso
Sentirono le sue grida, la sentirono supplicare
Non intervennero, non l'avrebbero mai fatto
Lei era sua. Legge non scritta.
Non domandate che cosa aveva fatto lei
Era solo la sua faccia che gli dava sui nervi
Solo quella sua faccia bisognosa che chiedeva di più
L'ultima volta lui, che ne aveva abbastanza di lei
Pianificò tutto quanto
Si procurò l'acido in anticipo
Lo versò in un vasetto
Lei disse che aveva bisogno di soldi per comprare da mangiare
dalla sua faccia si vedeva che era così
Così. Così. Così.
La sua faccia è scomparsa
Completamente cancellata
Solo occhi è tutto ciò che vedete
E' tutto
Solo occhi ricoperti di carne appiccicosa
Vi dico questo perché lei è là dentro questo macello
Dentro questa maschera mostruosa
Dentro la morte della sua stima di sé
Dentro il desiderio di lui di annientarla
Lei è là, lo giuro
L'ho sentita ansimare
L'ho sentita sospirare
L'ho sentita balbettare qualcosa
Con quella cosa che era stata la sua bocca
Io l'ho sentita, lo giuro
Lei vive là dentro"
(Eve Ensler)


martedì 19 luglio 2016

Speriamo che cambi il vento


(19 luglio 1992 - 19 luglio 2016)

"E' normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti". 

"Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà. Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento...Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno".

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".

"Speriamo che cambi il vento, che venga il libeccio, e che si porti via quest'afa".  


Per non dimenticare: 
ricorre il 24° anniversario della strage di Via d'Amelio a Palermo in cui il magistrato Paolo Borsellino perse la vita insieme agli agenti della scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina).


venerdì 22 aprile 2016

Giornata della Terra

La Giornata della Terra fu celebrata per la prima volta il 22 aprile 1970.
L'evento nacque in seguito all'appello del senatore americano Gaylord Nelson che invitò l'opinione pubblica a d attivarsi e scendere in piazza in difesa della terra, per protestare contro il disastro ambientale provocato dalla fuoriuscita di un pozzo di petrolio al largo di Santa Barbara, nel 1969.
In questa 46° edizione della Giornata della Terra, lo slogan è "Alberi per la Terra": da qui fino al 2020 (anno in cui ricorre la 50° edizione e in cui dovrebbe entrare in vigore l'accordo preso a Parigi nel dicembre 2015 durante la Conferenza sul clima), dovrebbero essere piantati tanti alberi quanti sono gli abitanti della terra...un impegno notevole.
"La terra vi concede generosamente i suoi frutti, e non saranno scarsi se solo saprete riempirvi le mani.
E scambiandovi i doni della terra scoprirete l’abbondanza e sarete saziati. Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà gli uni avidi e gli altri affamati.
Quando voi, lavoratori del mare dei campi e delle vigne, incontrate sulle piazze del mercato i tessitori e i vasai e gli speziali, invocate lo spirito supremo della terra affinché scenda in mezzo a voi a santificare le bilance e il calcolo, affinché il valore corrisponda a valore.
E non tollerate che tratti con voi chi ha la mano sterile, perché vi renderà chiacchiere in cambio della vostra fatica. A tali uomini direte: «Seguiteci nei campi o andate con i nostri fratelli a gettare le reti nel mare. La terra e il mare saranno con voi generosi quanto con noi».
E se là verranno i cantori, i danzatori e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni.
Anch’essi sono raccoglitori di incenso e di frutti, e ciò che vi offrono, benché sia fatto della sostanza dei sogni, distillano ornamento e cibo all’anima vostra.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno vada via a mani vuote.
Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sino a quando il bisogno dell’ultimo di voi non sarà appagato".
(poesia sulla Madre Terra di Gibran Khalil Gibran, tratta dal "Profeta") 
"La terra è veramente piccola, noi non siamo al centro dell'universo; siamo solo un granello di polvere solitario, ma è la nostra casa e dobbiamo prendercene cura"
(William A. Anders)

Ognuno può fare qualcosa nel suo piccolo, tanti gesti piccoli fanno cose grandi.
FILASTROCCA DEL PICCOLO GESTO IMPORTANTE
Un piccolo gesto è una pietra preziosa
Cela un segreto che è molto potente

Qualcosa accade, se tu fai qualcosa
E niente accade, se tu non fai niente
Basta un secchiello a vuotare il mare?
Basta una scopa a pulir la città?
Forse non basta, ma devi provare
Se provi, forse, qualcosa accadrà
È un gesto inutile, ma non importa
Piccoli gesti hanno forza infinita
Se ognuno spazza davanti alla porta
La città intera sarà pulita.
(Bruno Tognolini)

martedì 8 marzo 2016

Donna, Woman, Mujer, Femme, Frau, Yυναίκα, женщина



Oggi 8 marzo:
un grazie alle donne che ci hanno preceduto in passato, per la rivendicazione dei diritti ottenuti attraverso lotte sociali, economiche e politiche, senza dimenticare le discriminazioni e i soprusi subiti, che purtroppo ancora oggi avvengono troppo spesso.
Non solo in questo giorno dobbiamo ricordare le donne ma tutti i giorni dell'anno, perché in realtà c'è ancora molto da fare, sotto tanti punti di vista. Finché non ci saranno diritti riconosciuti, parità e rispetto, tutto ciò che viene fatto non sarà mai abbastanza, ma ogni piccolo passo sarà una conquista per andare avanti, in onore anche di chi ha sofferto in precedenza per farci godere oggi di certe libertà, da non dare per scontato.

Vorrei fare una lista di film e libri che parlano di donne, che penso meritino di essere visti e letti (secondo il mio modesto parere personale). Alcuni li ho già visti/letti, altri ancora no; mi piacerebbe anche allungare questa lista con suggerimenti.

FILM:
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno
We want sex
Fiori d'acciaio
The help
Erin Brockovich
Il colore viola
Bordertown
Mustang
Monnalisa smile
La lunga strada verso casa
Suffragette (attualmente nelle sale)

LIBRI:
Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf
Donne dagli occhi grandi di Angeles Mastretta
Ferite a morte di Serena Dandini
The help-L'aiuto di Kathryn Stockett
I monologhi della vagina di Eve Ensler
E venne chiamata due cuori di Marlo Morgan
Se questi sono gli uomini di Riccardo Iacona
Il corpo delle donne di Lorella Zanardo
Donna in guerra di Dacia Maraini
Il quaderno di Maya di Isabelle Allende

Un pensiero a tutte le donne che ci hanno preceduto, alle nostre nonne e alle nostre mamme, alle nostre amiche di sempre, a quelle che incontreremo lungo il cammino e a quelle donne speciali che purtroppo non ci sono più fisicamente ma sono presenti nelle nostre vite e nei nostri cuori.


martedì 27 maggio 2014

Il treno e la torta al limone


Il titolo del post, potrebbe sembrare un ossimoro...la cosa è voluta.

Il treno è noto, non ha un buon odore...
Oggi pomeriggio mi sono trovata nella necessità di prendere il treno per tornare a casa dal lavoro. Il viaggio di per se dura molto poco, 15 minuti, ma sufficienti perché ti entri nel naso quell'odore di treno che è un misto fra ferro, plastica, stantio e "odori" vari non ben identificabili.

Mentre ero in viaggio, cercavo di pensare a qualcosa di profumato per cercare di sentire meno il cattivo odore...e mi sono detta che appena sarei arrivata a casa, avrei preparato una torta al limone, per inebriarmi del profumo di agrumi e del buon odore che si crea in casa, quando in forno sta cuocendo una torta. E così è stato.

I limoni sono di quelli buoni, genuini, non trattati, che mi sono stati regalati da un amico di famiglia. La ricetta è molto semplice.

Torta al limone

Ingredienti:
2 uova
2 limoni (scorza e succo)
200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
1 bustina di lievito

Procedimento:
Mescolare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, aggiungere la scorza dei limoni grattata, poi spremere il succo e aggiungere anche questo, mescolare bene. Aggiungere la farina setacciata continuando a mescolare. Poi il burro precedentemente sciolto e mescolare bene fino ad ottenere un impasto omogeneo. Infine aggiungere il lievito e mescolare ancora. Versare l'impasto in una tortiera con carta da forno, infornare a 180° per circa 40 minuti. Sfornare e polverizzare con lo zucchero a velo.



venerdì 23 maggio 2014

Per ricordare Giovanni Falcone



"La mafia non è affatto invincibile. E' un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni".

"Possiamo fare sempre qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto. Per evitare di rifugiarsi nei facili luoghi comuni, per cui la mafia, essendo in prima istanza un fenomeno socioeconomico - il che è vero -, non può venire efficacemente repressa senza un radicale mutamento della società, della mentalità, delle condizioni di sviluppo. Ribadisco, al contrario, che senza la repressione non si ricostituiranno le condizioni per un ordinato sviluppo. E, lo ripeto, occorre sbarazzarsi una volta per tutte delle equivoche teorie della mafia figlia del sottosviluppo, quando in realtà essa rappresenta la sintesi di tutte le forme di illecito sfruttamento delle ricchezze. Non attardiamoci, quindi, con rassegnazione, in attesa di una lontana, molto lontana crescita culturale, economica e sociale che dovrebbe creare le condizioni per la lotta contro la mafia. Sarebbe un comodo alibi offerto a coloro che cercano di persuaderci che non ci sia niente da fare".

"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno".


(23 maggio 1992 - 23 maggio 2014): per non dimenticare.


giovedì 8 maggio 2014

Un libro sospeso


Nei bar di Napoli esiste una tradizione, quella del “caffé sospeso”. Si tratta di un gesto molto semplice: il cliente paga 2 caffé, uno lo beve e l’altro lo lascia in sospeso al cliente successivo. Questa usanza del caffé sospeso, andata declinando nel tempo, era per dare la possibilità di bere un caffé, a chi non poteva permetterselo, trovandolo già pagato.

 “Era un modo come un altro per offrire un caffé all’umanità..." (E. De Crescenzo).


Da questa idea, da un po’ di tempo a questa parte, è nata in varie librerie d’Italia l’iniziativa del “libro sospeso”. Si tratta di comprare 2 libri, uno portarlo via e l’altro lasciarlo al cliente successivo, magari facendoci anche una dedica. 



A Pisa questa iniziativa si può trovare alla Libreria Fogola di Corso Italia, dove come sempre, ci sono delle ragazze gentili, sempre pronte a consigliarti e a dare suggerimenti per la lettura. 

Un libro sospeso (perché leggere fa volare…)

Ieri ho partecipato a questa bella iniziativa e ho lasciato questo "libro sospeso”: 


“The help” di Kathryn Stockett.

L’iniziativa del “libro sospeso” mi sembra una bella idea, soprattutto in periodi di incertezza come questo che stiamo vivendo, dove per molte persone, anche l’acquisto di un libro, spesso deve essere messo in secondo piano, per dare priorità ad altre cose…triste a dirlo, ma è così.
In questo modo, chiunque può entrare in libreria, chiedendo se c’è un “libro sospeso”, senza nessun obbligo di doverne acquistare altri e tornarsene a casa con un nuovo libro.

Diffondete l'iniziativa e partecipate se potete, per mantenere viva la lettura.



giovedì 27 marzo 2014

Giornata Mondiale del Teatro

Oggi 27 Marzo è la Giornata Mondiale del Teatro.
Questa giornata è stata creata per la prima volta a Vienna nel 1961.




Dal 27 Marzo 1962 la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata in circa 100 paesi del mondo, organizzata dall'Istituto Internazionale del Teatro.
L'Istituto Internazionale del Teatro (creato nel 1948 dall'U.N.E.S.C.O. e da varie personalità che lavorano in ambito teatrale), è la più importante organizzazione internazionale nel campo delle arti della scena.

L'I.T.I. cerca "di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro, sensibilizzare l'opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell'amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall'U.N.E.S.C.O.".

Ogni anno, dal 1962, una personalità viene chiamata a scrivere “il messaggio internazionale” per questa celebrazione, in modo da condividere le proprie riflessioni e i propri pensieri sul tema del Teatro e della Pace tra i popoli.

Quest’anno il “messaggio internazionale” è stato scritto da Brett Bailey (drammaturgo, disegnatore, regista teatrale, organizzatore di festival; le sue opere sono state rappresentate in Europa, Africa, Australia).

Questo è il messaggio:

“Ovunque ci sia una società umana, lo spirito irrefrenabile del teatro si manifesta.
Sotto gli alberi nei piccoli villaggi, sui palchi tecnologicamente avanzati, nelle metropoli internazionali; nelle palestre scolastiche, nei campi e nei templi; nelle baraccopoli, nelle piazze, nei centri di quartiere e negli scantinati del centro città, le persone sono portate a condividere gli effimeri mondi del teatro che noi creiamo per esprimere la nostra complessità umana, la nostra diversità e la nostra vulnerabilità, con il corpo, il respiro e la voce .
Ci riuniamo per piangere per ricordare, per ridere e per contemplare; per imparare, affermare ed immaginare. Per meravigliarsi della destrezza tecnica e per incarnare gli dèi. Per afferrare il nostro respiro collettivo e la nostra abilità nel produrre la bellezza, la compassione e la mostruosità. Veniamo per caricarci di energia ed essere più forti. Per celebrare la ricchezza delle nostre diverse culture e per far dissolvere i confini che ci dividono.
Ovunque ci sia la società umana, lo spirito irrefrenabile del teatro si manifesta.
Nato dalla gente, indossa le maschere e i costumi delle nostre diverse tradizioni. Sfruttando le nostre lingue, i ritmi ed i gesti, il teatro libera uno spazio in mezzo a noi.
E noi, gli artisti che lavorano con questo antico spirito, ci sentiamo obbligati a canalizzarlo attraverso i nostri cuori, le nostre idee e i nostri corpi, per rivelare le nostre realtà in tutta la loro mondanità e scintillante mistero.
Ma, in questa epoca in cui tanti milioni di persone stanno lottando per sopravvivere, stanno soffrendo sotto regimi oppressivi ed un capitalismo predatorio, sono in fuga dai conflitti e dal disagio; un’epoca in cui il nostro diritto alla riservatezza è invaso dai servizi segreti e le nostre parole sono censurate da governi invadenti, in cui le foreste vengono distrutte, le specie animali sterminate e gli oceani avvelenati: cosa ci sentiamo in dovere di rivelare?
In questo mondo dove il potere è distribuito in modo diseguale, in cui vari ordini egemonici cercano di convincerci che una nazione, una razza, un genere, un orientamento sessuale, una religione, una ideologia, una cornice culturale è superiore a tutte le altre, è davvero difendibile insistere sul fatto che le arti devono essere staccate dai programmi sociali?
Noi, gli artisti delle arene e dei palcoscenici, ci stiamo conformando alle sterilizzanti richieste del mercato o stiamo prendendo il potere che abbiamo per aprire uno spazio nei cuori e nelle menti della società, per riunire le persone attorno a noi, per ispirare, incantare, informare, e creare un mondo di speranza e di sincera collaborazione?”.




 

venerdì 11 ottobre 2013

2° Giornata Internazionale delle Bambine



11 Ottobre 2013:
 2° Giornata Internazionale delle Bambine
 
 
Perché le bambine siano bambine e non "spose bambine" costrette a matrimoni indesiderati con conseguenti gravidanze precoci, che spesso possono portare anche alla morte.
Perché le bambine abbiano diritto all'istruzione e non siano schiave.
Perché le bambine non subiscano soprusi, violenze e mutilazioni.
 
 
Mettiamoci dalla parte delle bambine, inviando un sms al 45503, in collaborazione con "Terre des Hommes" sostenendo la Campagna Indifesa.
 


 
Uno striscione che chiede di lasciare le ragazze libere di scegliere il proprio marito dopo avere compiuto 18 anni. La foto è stata scattata nel villaggio di Darsilameh, in Gambia, durante una manifestazione contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci.
 
 



venerdì 17 maggio 2013

“…come te, tale e quale…”




«San Pasquale Baylonne protettore delle donne,
fammi trovare marito, sano bello e colorito,
come te, tale e quale, o glorioso san Pasquale!»

I motivi che mi spingono a ricordare il santo di oggi, San Pasquale Baylon, sono due:

-il primo è che probabilmente è l’unico santo che abbia mai invocato insieme alle mie amiche negli anni passati, in quanto protettore delle donne (in un’occasione particolare, vennero fatte persino delle magliette con la preghierina stampata sul dietro…pensa un po’);
-il secondo, è che per puro segno del destino, il luogo della morte del Santo, è lo stesso luogo dove ho lavorato per 5 anni in Spagna, ossia Villareal…un posto e un periodo che ricordo con molto affetto.

San Pasquale Baylon, nacque il 16 maggio 1540 a Torre Hermosa e morì il 17 maggio 1592 nel convento di Villareal in Spagna. Fin da giovanissimo manifestò la sua vocazione religiosa, conducendo una vita molto umile ispirandosi a San Francesco.

Non vi sto a raccontare la vita del Santo, ma il motivo perché è considerato protettore delle donne e delle nubili, che è alquanto curiosa; la tradizione narra che il frate consigliava in confessione, alle donne che si lamentavano dei mariti, di dare un uovo sbattuto con zucchero e vino; per questo si pensa che sia stato l'inventore dello zabaione, infatti è anche il patrono dei cuochi e dei pasticceri.

A parte la preghierina al Santo, speriamo che la “protezione delle donne” venga presa in considerazione in maniera seria dalle istituzioni, visti oramai i numerosi femminicidi che avvengono troppo spesso. 

A proposito di questo, c’è una buona notizia: il 28 maggio la Camera dei Deputati voterà la ratifica della Convenzione di Istanbul, l’accordo internazionale che impegna i Paesi firmatari a una serie di azioni di lotta e prevenzione nei confronti della violenza contro le donne e contro ogni forma di violenza di genere. La ratifica del trattato, attesa da 2 anni in Italia, è già stata approvata in ventidue Paesi. 
Un passo avanti!

mercoledì 17 aprile 2013

Uno “strano raccolto”




Di solito nell’orto ci si coltivano le verdure.
Una volta piantati i semi, se siamo bravi e anche un po’ fortunati, dopo un certo periodo crescono le piantine di zucchine, pomodori, fragole, finocchi, cipolle, insalata etc. Se poi hai un orto vicino alla stazione, è probabile che oltre a raccogliere i frutti, ti ritrovi a raccogliere anche borsellini e portafogli…uno strano raccolto effettivamente, ma non si tratta di un miracolo…

Purtroppo questo “strano raccolto” è la causa del borseggio.
I borseggiatori, molto abili e veloci, rubano borsellini e portafogli ai turisti che si trovano in stazione, tolgono in fretta il contenuto in denaro e poi se ne disfano gettandoli al di là del muro…beh…al di là del muro c’è l’orto.

Il mio babbo quindi, si ritrova puntualmente a raccogliere portafogli, prevalentemente appartenenti a stranieri, con dentro, tessere di vario genere, fotografie di persone care, abbonamenti a mezzi di trasporto, santini con preghiere e tutto quello che si accumula all’interno dei borsellini.
Da persona onesta, porta la refurtiva alla polizia ferroviaria della stazione perché se ne prenda carico, pensando soprattutto a quei poveri turisti che si ritrovano derubati di soldi e documenti, per giunta in un paese straniero.
A volte capita che questi portafogli sono bagnati dalla pioggia, allora li porta a casa, tira fuori tutto, lascia asciugare i foglietti e quando sono asciutti rimette tutto dentro prima di portarli alla polizia.

Mi chiedo se mai uno di questi portafogli trovati nell’orto, sia ritornato al legittimo proprietario. Chi sa? …rimane un mistero, perché nessuno lo dirà mai, ma sarebbe una bella cosa, soprattutto per chi è stato derubato…al mio babbo rimane solo la consolazione di aver compiuto un gesto civile.

Vi è mai capitato di aver trovato un portafogli per terra o in altri posti insoliti?
Oppure avete perso il portafogli e qualcuno ve l'ha riconsegnato?
Raccontate.

sabato 23 febbraio 2013

Libertà è partecipazione


La libertà
di Gaber - Luporini

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

lunedì 13 giugno 2011

Le elezioni


In questi giorni prima delle votazioni per il referendum, mi è venuta in mente una canzone di Giorgio Gaber intitolata “Le elezioni”. Ripropongo il testo qui sotto:

Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una giornata molto bella
un'aria già primaverile

in cui ti senti più pulito
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni

chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni.

Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po' a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione,

e poi la gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po' più buoni

ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni.

Persino nei carabinieri
c'è un'aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio
c'è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d'ordine e di pulizia.
Democrazia!

Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata

e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni

e faccio un segno sul mio segno
come son giuste le elezioni.

È proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata...

io quasi quasi me la porto via.
Democrazia!

martedì 29 marzo 2011

Suicidio nazionale


Il fine settimana scorso, insieme ad un gruppo di amici, sono andata a visitare alcuni luoghi mai visti prima, grazie alla Giornata FAI di Primavera. Il FAI rappresenta il Fondo Ambiente Italiano che ha permesso a molte persone di visitare luoghi, musei, monumenti, opere d’arte e paesaggi, sparsi in tutta Italia; infatti lo scopo di questa associazione è quello di salvaguardare, proteggere e far riscoprire i beni culturali e ambientali che rappresentano il grande patrimonio italiano.
 
In particolare a Pisa, abbiamo potuto visitare il Teatro Rossi, la Chiesa di San Giorgio a Porta a Mare e la Sala Storica della Biblioteca Universitaria nel Palazzo della Sapienza (dove c’era una mostra allestita in occasione del 150° dell’Unità d’Italia).

Come ho detto, non avevo mai visto prima i tre luoghi e devo dire che mi ha fatto molto piacere e tristezza allo stesso tempo. Piacere per aver scoperto altre cose di Pisa che non conoscevo, tristezza per il degrado e l’abbandono soprattutto del Teatro Rossi. Che peccato, uno spazio così bello ma inutilizzato per mancanza di fondi per la ristrutturazione; potrebbe essere un luogo di spettacoli e concerti...e invece è solo un luogo dove prevale l’odore di chiuso e dove l’intonaco dei palchetti cade a pezzi...mi fa veramente tanta tristezza... 

Speriamo che con il progetto nato nel 2009 dell’Associazione Amici degli Uffizi Pisani si riesca a recuperare questo bene patrimoniale che valorizzerebbe ancora di più la nostra città.

Parlando del FAI, non posso non ricordare un libro che è uscito a febbraio, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo intitolato “Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia”.

Questo libro-denuncia, parla proprio della situazione di degrado e non curanza in cui si trovano le bellezze artistiche italiane (dal sud al nord al centro e nelle isole) dovuta ai tagli alla cultura che l’Italia sta subendo.
C’è qualcuno che pensa che “con la cultura non si mangia”... si mangia eccome... si tratta di valorizzare e conservare il nostro patrimonio storico culturale anche per motivi economici, per far risollevare l’economia e il turismo del paese.

Da una pagina del libro:
“Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. I suoi riti. Le sue risse. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l’intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in 10 anni. E con le doppie pensioni da parlamentare e deputato regionale c’è chi prende 10 volte lo stipendio di un archeologo…”

E ancora:
“Perché il Paese con più siti Unesco “patrimonio dell’umanità” sta distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte, la cultura, il paesaggio?”

...bella domanda... la ricchezza dell’Italia è proprio la cultura (intendendo il termine cultura in senso ampio, includendo i beni, la musica, il teatro...). L’Italia, per quanto piccola nel mondo, ha la più alta concentrazione di beni culturali. Gli stranieri che vengono in Italia da tutto il mondo, ci vengono per questo... non è quindi un suicidio non valorizzare ciò che abbiamo?

E per evitare questo suicidio nazionale, credo che bisogna imparare ad avere cura delle cose che ci circondano...non far finta che non ci appartengono... i beni culturali sono beni di tutti, ci raccontano la nostra storia.

Il FAI nel 2010 ha fatto un censimento per I luoghi del cuore permettendo agli italiani  di indicare secondo loro quali sono i beni più amati e importanti in Italia, che meritano di essere conservati per le generazioni future.

A Pisa (più precisamente nella frazione di Coltano), è stata segnalata La Stazione Radiotelegrafica Guglielmo Marconi che ha avuto il riconoscimento di “bene di valore storico ambientale” che merita di essere conservata e valorizzata.

E voi, quali "luoghi del cuore" indichereste?

Ringrazio Federico per la foto del Teatro Rossi.