Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post

martedì 27 maggio 2014

Il treno e la torta al limone


Il titolo del post, potrebbe sembrare un ossimoro...la cosa è voluta.

Il treno è noto, non ha un buon odore...
Oggi pomeriggio mi sono trovata nella necessità di prendere il treno per tornare a casa dal lavoro. Il viaggio di per se dura molto poco, 15 minuti, ma sufficienti perché ti entri nel naso quell'odore di treno che è un misto fra ferro, plastica, stantio e "odori" vari non ben identificabili.

Mentre ero in viaggio, cercavo di pensare a qualcosa di profumato per cercare di sentire meno il cattivo odore...e mi sono detta che appena sarei arrivata a casa, avrei preparato una torta al limone, per inebriarmi del profumo di agrumi e del buon odore che si crea in casa, quando in forno sta cuocendo una torta. E così è stato.

I limoni sono di quelli buoni, genuini, non trattati, che mi sono stati regalati da un amico di famiglia. La ricetta è molto semplice.

Torta al limone

Ingredienti:
2 uova
2 limoni (scorza e succo)
200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
1 bustina di lievito

Procedimento:
Mescolare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, aggiungere la scorza dei limoni grattata, poi spremere il succo e aggiungere anche questo, mescolare bene. Aggiungere la farina setacciata continuando a mescolare. Poi il burro precedentemente sciolto e mescolare bene fino ad ottenere un impasto omogeneo. Infine aggiungere il lievito e mescolare ancora. Versare l'impasto in una tortiera con carta da forno, infornare a 180° per circa 40 minuti. Sfornare e polverizzare con lo zucchero a velo.



venerdì 16 agosto 2013

“Summer Christmas”


Ferragosto è un po’ come il “Natale dell’Estate”: ci si ritrova fra parenti e amici per passare la giornata, che sia al mare, in campagna o in montagna, la giornata diventa conviviale, si mandano perfino gli auguri, ci si telefona, si danno mance ai bagnini, o regalini ai clienti da parte dei titolari degli stabilimenti balneari, si celebrano feste paesane con giochi e musica, nelle zone balneari è tipico il gavettone di Ferragosto.

La parola Ferragosto, deriva dal latino feriae Augusti che significa giorni di festa e riposo dell’Imperatore Augusto. Si tratta, infatti, di una festività istituita dall’Imperatore Augusto nel 18 a.C. per celebrare i raccolti della terra e la fine dei più importanti lavori legati all’agricoltura, con lo scopo di godere di un periodo di meritato riposo, dopo le fatiche precedenti. Questo periodo di riposo in realtà iniziava il 1° di agosto, ma con il cristianesimo fu spostato al 15 agosto, giorno in cui si celebra l’Assunzione di Maria.

Voi come avete passato il Ferragosto?
Io sia al mare che in campagna, con familiari prima e amici dopo.
C’è anche chi il Ferragosto l’ha passato a lavorare, perché non tutto si può fermare...

Vi dedico una poesia un po’ malinconica:

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
Che non ha mai veduto il mare:
A Ferragosto lo vado a prendere
In treno a Ostia lo voglio portare.
“Ecco, guarda” gli dirò,
“questo è il mare, pigliane un po’!”
Col suo secchiello, fra tanta gente,
Potrà rubarne poco o niente:
Ma con gli occhi che sbarrerà,
Il mare intero si prenderà.

(da “Filastrocche in cielo e in terra” di Gianni Rodari)

E siccome oggi 16 agosto è San Rocco, santo patrono di Rio Marina all’Elba, vi saluto con il detto popolare del paese: “Dopo San Rocco, il cocomero si dà al porco”, che significa che dopo il 16, il cocomero non è più così saporito e diventa cibo da dare ai maiali.


Buone feriae Augusti!

lunedì 29 aprile 2013

"Maledetta Primavera"


Ve la ricordate?..."che fretta c'era, maledetta primavera..."
Beh, mi sembra che di fretta proprio niente, perché anzi, questa primavera si fa aspettare parecchio...quando sembra arrivare...zacchete...ritorna la pioggia e il freschino. Ma quando arriverà?!
Speriamo presto, perché c'è bisogno di sole e temperature miti.

Intanto, in questa domenica dal tempo meteorologico instabile, ho deciso di preparare una torta che ho chiamato "Maledetta Primavera" in segno di buon auspicio...speriamo.

Gli ingredienti principali sono le fragole (in questo caso a Km 0, perché sono di Terricciola) e lo yogurt naturale bianco.
Ecco la ricetta.

Per la torta:
Ingredienti
3 uova
2 yogurt
2 misurini di zucchero,
4 misurini di farina
1/2 misurino di olio di semi
1/2 bustina di lievito 
Procedimento:
Come unità di misura, si usa direttamente il vasetto dello yogurt.
Amalgamare bene, mescolando con le fruste, le uova con lo zucchero; poi aggiungere lo yogurt e mescolare ancora; poi aggiungere la farina, quindi l'olio e infine il lievito. Mescolare bene tutto l'impasto. Infornare per 1 ora circa a 150°, in una teglia con la carta da forno.

Per la farcitura:
Ingredienti:
2 vasetti di yogurt
50 gr di zucchero a velo
250 ml di panna da montare
500 gr di fragole
3 cucchiai di zucchero
succo di 1/2 limone spremuto
Procedimento:
Montare la panna, unire i vasetti di yogurt e poi lo zucchero. Mescolare bene fino a formare un composto cremoso (crema di yogurt).
Lavare e pulire le fragole, tagliarle a fettine sottili, metterle dentro una ciotola, aggiungere 3 cucchiai di zucchero, mezzo limone spremuto e mescolare.



Quando la torta è cotta, tirarla fuori dal forno e farla raffreddare. Una volta raffreddata, tagliarla a metà.
Scolare le fragole e tenere da parte il succo.
Bagnare la parte inferiore della torta con il succo di fragole; spalmare una parte di crema di yogurt, poi mettere uno strato di fragole e ripetere l'operazione un'altra volta. Mettere sopra l'altra parte di torta. Coprire con glassa al cioccolato (di quella già pronta) e decorare con le fragole.



Ecco il risultato:



Buon appetito!

venerdì 31 agosto 2012

Che fortuna avere un fico!


Ho la fortuna di avere un fico...intendo un albero che produce i fichi!
In questo periodo è un continuo raccogliere questi frutti buonissimi...mangiarli così come sono al naturale, sono una squisitezza!
Poi ovviamente ci possiamo fare anche la marmellata, per ritrovare questo buon sapore estivo anche in inverno, altrimenti farne delle scorpacciate di tutti quelli che sono sull'albero, non fa tanto bene alla pancina...(la mia mamma mi dice sempre che quando era piccola ne mangiò un secchio pieno...vi lascio immaginare le conseguenze...).

Un altro modo di utilizzare i fichi appena colti dall'albero è fare una torta di fichi. Ieri l'ho fatta per la prima volta e devo dire che è molto buona. All'interno rimane quel "cuoricino" morbido e dolce che fa venire l'acquilina in bocca. Ecco la ricetta.

Torta di fichi

Ingredienti:
-400 gr circa di fichi
-150 gr di burro
-120 gr di zucchero
-4 uova
-50 ml di latte
-250 gr di farina
-1/2 bustina di lievito
-1 pizzico di sale

Procedimento:
Lavorare in una ciotola il burro fuso con lo zucchero; unire poi le uova e il latte e amalgamare bene. Aggiungere poco alla volta la farina setacciata cercando di mescolare bene, poi il lievito e un pizzico di sale. Sbucciare i fichi e tagliarli in due. Metterli un po' nell'impasto e mescolare piano, stando attenti a non romperli. Versare tutto l'impasto all'interno di una teglia rivestita con la carta da forno. Mettere i fichi rimasti sulla torta, in modo che affondino leggermente nell'impasto, cercando di coprire tutta la superficie. Mettere in forno pre-riscaldato a 180° per 30/40 minuti.

Buon appetito!

martedì 23 agosto 2011

Marmellata "mon amour"

Con tutta la varietà di frutta che c'è in questo periodo, viene voglia di fare delle marmellate, per poter gustare il "sapore estivo" anche in inverno, ricordandosi magari delle belle passeggiate passate a raccogliere more fra i rovi e fichi sugli alberi.



In queste ultime settimane, insieme ad un gruppo di amiche e amici, ci siamo dedicati infatti alla produzione di due tipi di marmellate: quella di fichi e quella di more.


Per entrambe, c'è stato un coinvolgimento da parte di tutti, grandi e piccoli: chi ha raccolto, chi si è dedicato alla pulitura, chi alla cottura, chi all'invasettamento e chi semplicemente si è gustato i frutti freschi tali e quali...tutto in giornata, della serie: dal produttore al consumatore finale (che poi alla fine siamo sempre noi...). Ecco allora le ricette delle due marmellate, fatte mettendo a frutto l'esperienza e i suggerimenti di tutti i partecipanti.

Marmellata di fichi
Dal momento che i fichi sono molto dolci di natura, la quantità di zucchero che useremo sarà inferiore rispetto ad altri tipi di marmellate, quindi in proporzione gli ingredienti saranno:
1 kg di fichi
400 gr di zucchero
Procedimento:
Pulire i fichi togliendo la buccia, spezzettarli e metterli in una pentola, aggiungere lo zucchero e mettere sul fuoco mescolando ogni tanto; dal momento in cui comincia a bollire, far cuocere per circa 45 minuti, e comunque fino alla consistenza desiderata (più bolle, più si addensa). Una volta pronta, mettere la marmellata nei vasetti di vetro e sterilizzare.
Variante:
Si possono aggiungere un po' di noci sgusciate durante la cottura.

Marmellata di more
1 kg di more
700 gr di zucchero
Procedimento:
Lavare le more in una bacinella, dopo aver tolto eventuali residui di rovo. Scolarle e metterle in una pentola insieme allo zucchero, accendere il fuoco e mescolare ogni tanto; dal momento della bollitura, far cuocere per circa 50 minuti, fino ad arrivare comunque alla consistenza desiderata. Una volta pronta, mettere la marmellata nei vasetti di vetro e sterilizzare.


Per conservare meglio e più a lungo la marmellata dentro i barattoli di vetro, solitamente questi vanno sterilizzati per creare il sottovuoto. Innanzi tutto i barattolini devono essere ben lavati e puliti. La marmellata va versata riempiendo il barattolo, lasciando circa 1 cm dal bordo. Tappare con i tappi ermetici e mettere i barattoli all'interno di una pentola, separandoli con degli stracci perché non sbattano fra loro, rischiando di rompersi. Mettere acqua fredda fino a coprire i barattoli. Portare l'acqua ad ebollizione e far bollire per circa 40 minuti. Una volta raffreddata l'acqua, togliere i barattoli dalla pentola, asciugarli, e mettere l'etichetta.

Un metodo alternativo all'ebollizione, è quello di versare la marmellata dentro al vasetto e una volta chiuso il tappo, capovolgere il barattolo lasciandolo raffreddare a testa in giù; anche in questo modo si crea il sottovuoto.

C'è ancora una curiosità: prima di mettere la marmellata dentro i barattoli, passare all'interno un po' di liquore piuttosto alcolico, non lascerà nessun sapore ma sterilizza anche questo.

E infine direi: viva Arliano e le passeggiate!