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martedì 9 settembre 2014

Scacciapensieri o Acchiappasogni


Scacciapensieri


Acchiappasogni

 
Scacciapensieri o Acchiappasogni, cambia poco, quando dopo un pomeriggio passato insieme a creare, il risultato sono degli splendidi oggetti, che solo a vederli mettono di buon umore.
 
Partendo da dei legni trovati sulla spiaggia, aggiungendo tutto ciò che la fantasia suggerisce, i pensieri brutti si allontanano come per magia, i sogni cominciano ad avere una sua forma.
 
Ognuno ha i suoi pensieri da scacciare, ognuno ha i propri sogni da realizzare, la semplicità può aiutare!
 
Buoni sogni a tutti!

 
 


venerdì 16 agosto 2013

“Summer Christmas”


Ferragosto è un po’ come il “Natale dell’Estate”: ci si ritrova fra parenti e amici per passare la giornata, che sia al mare, in campagna o in montagna, la giornata diventa conviviale, si mandano perfino gli auguri, ci si telefona, si danno mance ai bagnini, o regalini ai clienti da parte dei titolari degli stabilimenti balneari, si celebrano feste paesane con giochi e musica, nelle zone balneari è tipico il gavettone di Ferragosto.

La parola Ferragosto, deriva dal latino feriae Augusti che significa giorni di festa e riposo dell’Imperatore Augusto. Si tratta, infatti, di una festività istituita dall’Imperatore Augusto nel 18 a.C. per celebrare i raccolti della terra e la fine dei più importanti lavori legati all’agricoltura, con lo scopo di godere di un periodo di meritato riposo, dopo le fatiche precedenti. Questo periodo di riposo in realtà iniziava il 1° di agosto, ma con il cristianesimo fu spostato al 15 agosto, giorno in cui si celebra l’Assunzione di Maria.

Voi come avete passato il Ferragosto?
Io sia al mare che in campagna, con familiari prima e amici dopo.
C’è anche chi il Ferragosto l’ha passato a lavorare, perché non tutto si può fermare...

Vi dedico una poesia un po’ malinconica:

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
Che non ha mai veduto il mare:
A Ferragosto lo vado a prendere
In treno a Ostia lo voglio portare.
“Ecco, guarda” gli dirò,
“questo è il mare, pigliane un po’!”
Col suo secchiello, fra tanta gente,
Potrà rubarne poco o niente:
Ma con gli occhi che sbarrerà,
Il mare intero si prenderà.

(da “Filastrocche in cielo e in terra” di Gianni Rodari)

E siccome oggi 16 agosto è San Rocco, santo patrono di Rio Marina all’Elba, vi saluto con il detto popolare del paese: “Dopo San Rocco, il cocomero si dà al porco”, che significa che dopo il 16, il cocomero non è più così saporito e diventa cibo da dare ai maiali.


Buone feriae Augusti!

martedì 6 agosto 2013

Non è mai troppo tardi…scacco al re!


Durante la settimana scorsa, siccome ero in ferie, ho trascorso un po’ di tempo al mare con i miei genitori.
In ferie si sa, ci si prende un po’ più di tempo anche per fare cose, che di solito non si ha il tempo di fare durante il resto dell’anno.

Per quanto mi riguarda, da tanti anni avrei voluto imparare a giocare a scacchi, dal momento che sia il mio babbo che mio fratello hanno sempre giocato fra loro; io ero solo osservatrice, mai giocatrice e a dire il vero, mi sembrava un gioco troppo cervellotico, seppur affascinante. Mi sono sempre detta che prima o poi avrei imparato.

Quest’anno è giunto il momento: a 44 anni suonati, ho deciso di imparare. Così, ho trascorso due pomeriggi a giocare con il mio babbo, dopo essermi fatta spiegare le regole di base. Ovviamente non diventerò mai Kasparov e nemmeno mi interessa, ma ho la soddisfazione di aver almeno capito come funziona. Prima, sapevo solo che il “cavallo” si muove ad “L” e niente più…ora posso dire di poter sostenere una partita. 

Effettivamente tutti i pezzi degli scacchi hanno un compito ben preciso e il loro modo di muoversi sulla scacchiera, ma la cosa più bella che ho capito da questo gioco, è che bisogna aprire la mente, allargare la visuale e cercare di capire come si muoverà l’avversario per tentare di non essere sconfitti o attaccati. Certo non è semplice per niente, soprattutto per una principiante come me (per la cronaca ho perso tutte e due le volte che ho giocato), ma alcune soddisfazioni me le sono prese anch’io: sono riuscita a “mangiarmi” la regina avversaria, anche se poi il mio babbo è riuscito a riconquistarsela.

Non è mai troppo tardi per imparare a fare qualcosa, ma soprattutto non è mai troppo tardi per passare il tempo con le persone care.

domenica 14 luglio 2013

...Luglio col bene che ti voglio...

Giugno è passato in un baleno e anche Luglio ci sta passando sotto il naso...
A Giugno, precisamente il giorno 18, la "mia soubrette preferita" ha compiuto 70 anni e non le ho nemmeno dedicato un post...imperdonabile!
Per rimediare, ci metto la faccia e dico: Tanti Auguri Raffa! ... un po' di ironia e leggerezza ci vuole...


Giugno è stato anche un mese un po' così così...poca voglia di stare davanti al computer, testa e pensieri da un'altra parte...avvenimenti e cose della vita, insomma, mi sto giustificando per l'assenza...però è stato un mese che mi ha dato anche emozioni forti, profonde...senza contare che ho un orto che richiede il suo tempo e che aiuta la mia mente a liberarsi.

Per ripartire, due ricettine con verdura e frutta di stagione che ho provato in questi giorni, anche se con questo caldo non si richiede molto stare intorno ai fornelli.

Pasta con zucchine e pomodori
Ingredienti:
6 zucchine
2 cipolle rosse di tropea
10 pomodorini ciliegini
foglie di menta
sale, pepe, olio, q.b.
Procedimento:
Pulire e tagliare cipolle e zucchine, metterle in una padella antiaderente e farle saltare per circa 8 minuti. Aggiungere qualche foglia di menta, sale e pepe q.b. Poi aggiungere i pomodorini tagliati a metà e mescolare bene per 2 minuti. Quando la pasta è cotta, scolarla e mescolarla con il condimento.





E' veloce e facile. Mentre la pasta cuoce, si prepara il condimento, ed è adatta anche a chi ha poco tempo...in una sola ora di pausa pranzo, si riesce a fare.

Per concludere, un dolcino.

Torta di albicocche
Ingredienti:
3 uova
2 vasetti di yogurt bianco
2 misurini di zucchero
4 misurini di farina
1 e 1/2 misurino di olio di semi
1/2 bustina di lievito 
500 gr di albicocche

Procedimento:
Come unità di misura, si usa direttamente il vasetto dello yogurt.
Amalgamare bene, mescolando con le fruste, le uova con lo zucchero; poi aggiungere lo yogurt e mescolare ancora; poi aggiungere la farina, quindi l'olio. Aggiungere all'impasto una parte di albicocche tagliate a dadini, infine aggiungere il lievito e mescolare bene l'impasto. Foderare una teglia con la carta da forno. Mettere sul fondo un po' di zucchero. A questo punto tagliare a metà le albicocche rimaste e disporle sul fondo della teglia. Versare sopra l'impasto e infornare per 1 ora circa a 150°. Sfornare la torta e girarla sottosopra. Spolverare un pochino di zucchero a velo.






venerdì 24 agosto 2012

"I 7 fantastici anticicloni"


Che quest'estate ha fatto molto caldo, credo sia un dato di fatto. Non piove da tantissimo tempo e la terra si sta screpolando. Quest'estate, alle ondate di caldo e afa, ossia agli anticloni, sono stati dati addirittura dei nomi di condottieri, imperatori e personaggi letterari, che in qualche modo ci ricordano il calore, il fuoco, l'arsura, le fiamme, l'inferno.

La possibilità di scegliere un nome per gli eventi atmosferici come gli anticicloni o i cicloni, viene indicata dall'Istituto Metereologico di Berlino a seguito di un'autorizzazione da parte dell'Organizzazione Mondiale della Metereologia.

Ecco i nomi dei 7 anticicloni che hanno caratterizzato quest'estate:
Annibale, Scipione, Caronte, Minosse, Nerone, Caligola, Lucifero.

Non si tratta però di nomi scientifici, in quanto, quando si parla di perturbazioni normalmente si tende a dire "alta pressione" o "bassa pressione", ma semplicemente un modo mediatico per far avvicinare la gente alla metereologia e far ricordare meglio gli eventi climatici.
Infatti i nomi degli anticicloni che hanno caratterizzato l'estate 2012, sono stati dati attraverso sondaggi su internet, suggeriti dalla gente comune, secondo il gusto del momento.

Negli Stati Uniti per esempio, quasi tutte le perturbazioni di una certa intensità hanno dei nomi, ma al contrario di ciò che è accaduto in questi mesi in Italia, i nomi vengono decisi all'inizio dell'anno, basandosi su misurazioni satellitari: se per esempio una perturbazione di una certa intensità rientra nella classifica dei cicloni, automaticamente prende il nome deciso dalla lista, stabilita a priori.

E dopo il settimo e ultimo anticiclone Lucifero di questi giorni, pare che arriverà Beatrice che porterà pioggia e temporali e ci salverà dall'afa e dal caldo. Speriamo solo che non provochi danni, come alluvioni e smottamenti.

...chissà cosa penserebbe Dante Alighieri se sapesse che alcuni dei suoi personaggi della Divina Commedia sono sulla bocca di tutti...per parlare delle previsioni del tempo.

...ma che caldo fa?...

venerdì 10 agosto 2012

Guarda in cielo ed esprimi un desiderio



Il 10 agosto si celebra San Lorenzo, il martire che secondo la leggenda fu arso vivo su una graticola; le stelle cadenti della notte di San Lorenzo evocano le scintille dei carboni ardenti su cui fu martorizzato.


Infatti, il periodo estivo è il periodo in cui si può osservare meglio lo sciame meteorico delle Perseidi, attraversato dall’orbita terrestre. L’astrofisica Margherita Hack spiega questo fenomeno:
“Sono frammenti di piccoli sassi della nebulosa proto planetaria da cui si è formato il sistema solare e residui delle code delle comete. L’orbita della Terra taglia questa scia e incontra questi residui che al contatto creano la scia luminosa che noi chiamiamo stelle cadenti”.

Di solito questo fenomeno è ben visibile fra il 10 e il 15 agosto. Quest’anno sembra che il momento migliore per osservare le stelle cadenti sia alle 2 di notte del 13 agosto.

Io e la mia amica Lorenza (guarda caso si chiama così), la notte del 10 agosto di qualche anno fa, quando ancora vivevo in Spagna, vedemmo tantissime stelle cadenti come non avevamo mai visto prima…fu uno spettacolo bellissimo!

Tanti auguri allora a tutti quelli che si chiamano Lorenzo e Lorenza!
E da stasera tutti con lo sguardo verso il cielo sperando di vedere tante stelle cadenti…senza dimenticarci di esprimere un desiderio.
Vi saluto con una ricetta per una pasta estiva:


Spaghetti alla Notte di San Lorenzo

Ingredienti per 4 persone:
2 pomodori maturi
qualche foglia di basilico
1 scatoletta di tonno al naturale
olive nere snocciolate
acciughe sott'olio
1 mozzarella
olio d'oliva
sale e pepe q.b.
spaghetti

Preparazione:
Tagliare a pezzettini i pomodori, aggiungere l'olio e il basilico sminuzzato. Scolare il tonno e aggiungerlo ai pomodori. Unire le olive tagliate in due, le acciughe spezzettate e la mozzarella tagliata a dadini. Aggiustare di sale e pepe e mescolare. Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata e condire con il preparato.

lunedì 30 luglio 2012

Il tormentone dell'estate 2012


In piena estate, ormai anche luglio sta per finire, stavo pensando a qual è la canzone che viene trasmessa più spesso dalle radio, che prima o poi ti entra in testa e ti ritrovi a canticchiarla senza neanche pensarci tanto, ossia il cosiddetto tormentone.
…chissà poi perché si dice “tormentone dell’estate", mentre non ho mai sentito dire “tormentone dell’inverno”.
 Beh, per me senza dubbio il tormentone dell’estate 2012 è: “Tu mi porti su” cantata da Giorgia e scritta da Jovanotti (dall’album “Dietro le apparenze” del 2011).

“tu mi porti su e poi mi lasci cadere
tu mi porti su e poi mi lasci cadere
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
ah che bellezza!
ah che dolore!
così che va la vita, così che va l'amore...”

Dite la verità…non l’avete mai canticchiata? ...io sì, soprattutto in macchina.

Poi oltre alla musica, ci sono anche altri “tormentoni modaioli”, ossia piccoli accessori o addirittura vestiti particolari tipici di una determinata estate…poi diciamo la verità, la cosiddetta moda ritorna sempre, con rivisitazioni e modifiche più o meno moderne, ma alla fine tutto ritorna…

A livello di accessori, quest’anno ho notato che un sacco di donne e ragazze hanno al polso uno o più braccialetti di pizzo di macramè tutti colorati a forma di farfalline, quadrifoglio, cuoricini, del marchio Cruciani, (che poi alla fine, sotto forma di imitazione, si possono trovare da tutte parti…anche sulla spiaggia).


Tormentone o moda...i braccialettini non me li sono comprati, comunque non mi dispiacciono, forse fra qualche anno, quando ormai non andranno più…ci sta che me ne metta uno.

Una cosa che invece più che un tormentone, considero un grande classico o se preferite un evergreen, sono le infradito.
Quelle ciabattine comode almeno per me (...di sicuro fanno male alla salute del piede) che vengono fatte in tutte le versioni: da uomo, da bambini, da donna, per il mare, tipo sandali, le infradito gioiello per la sera e chi più ne ha più ne metta.
Oltretutto quest’anno le infradito di gomma più conosciute al mondo, le Havaianas brasiliane lanciate sul mercato nel 1962, hanno compiuto 50 anni…ben portati direi!



Secondo voi qual è la canzone "tormentone dell'estate" 2012?


venerdì 6 luglio 2012

Chiuso per ferie


Da lunedì 9 luglio anche il blog, insieme a me, andrà in ferie per un po’ di giorni.
Quante cose da fare prima di partire! …
Questa è la mia preparazione mentale e fisica:

Innanzi tutto conviene sempre dare una pulita alla casa prima di partire per le vacanze, per non trovare al ritorno il doppio della confusione, quella che abbiamo lasciato e quella che si aggiungerà nel disfare le valigie e rimettere tutto a posto.
Poi devo decidere in anticipo che vestiti mettere in valigia, giusto il tempo per lavarli se sono sporchi, o non metterli più fino alla partenza. Inoltre è il caso di scrivere la classica lista di cose da portare per non dimenticarsi niente (almeno quelle di cui non possiamo fare a meno, per il resto, visto che non andiamo nel deserto, ci possiamo arrangiare in qualche modo); poi devo decidere che libro mettere in valigia e infine nel mio caso, comprare anche cibo a sufficienza per il gatto e lasciarlo a persone fidate (babbo e mamma), insieme ai fiori che avranno bisogno anche loro di un po’ di considerazione…basta un po’ d’acqua.
Una volta che ho fatto queste cose di base e organizzato le varie incombenze, sono pronta per partire…con la certezza che nonostante le liste, qualcosa dimenticherò sempre, ma va bene così…

C’è chi vive questo momento prima della partenza come uno stress, chi invece comincia a rilassarsi già da questo momento, proprio perché sa che la vacanza è molto vicina. Voi in quale categoria vi ritrovate?

Siete fra quelli che buttano in valigia le prime cose che trovano nell’armadio, oppure vi organizzate per tempo?
Raccontatemi come vi preparate per le vacanze.
Io andrò qui:



Buone vacanze a chi parte e tanti abbracci a chi resta!
Monica


venerdì 29 giugno 2012

“…questa minestra è fredda!”


Non si tratta di una lamentela per rimandare indietro il piatto al ristorante, ma è proprio come deve essere servito il gazpacho: freddo!
Il gazpacho è una tipica minestra o zuppa spagnola fredda, fatta con verdure crude tritate.
In passato era un pasto fresco e nutriente che i contadini portavano nei campi per alleviare la calura estiva, soprattutto in Andalusia, regione dove è nato; ora è uno dei piatti tipici spagnoli più conosciuti.

Si tratta di un piatto piuttosto povero molto cucinato in estate, perché dà una sensazione di freschezza immediata. Quando ero in Spagna mi capitava spesso di mangiarlo. Ecco la ricetta:

Ingredienti (per 4 persone):
-600 gr di pomodori maturi (tipo perini)
-1 cetriolo
-1 cipolla rossa di Tropea
-1 peperone verde
-1/2 peperone rosso
-100 gr di mollica rafferma
-1/2 bicchiere di aceto bianco
-50 ml di olio extra vergine di oliva
-1 spicchio d’aglio
-pepe e sale q.b.

Contorno:
-cetrioli a dadini
-cipolla a dadini
-crostini di pane tostato a dadini
-pomodori a dadini
-uova sode a dadini


Preparazione:
Ammollare il pane in una ciotola con ½ bicchiere di aceto e acqua. Pulire i pomodori, spellarli, togliere i semi e tagliarli a pezzetti. Pulire e tagliare a pezzetti anche le altre verdure (cetriolo, cipolla, peperoni e aglio). Mettere tutto nel frullatore aggiungendo l’olio in modo da ottenere un composto omogeneo. A questo punto aggiungere anche il pane strizzato, aggiungere sale e pepe q.b. e frullare di nuovo fino ad ottenere una vellutata. Mettere il gazpacho in frigo per qualche ora. Al momento di servire nei piatti, accompagnare con delle ciotoline in cui verranno messe le verdure tagliate a dadini, i crostini di pane e le uova sode. In questo modo ognuno guarnirà a piacere il gazpacho.

Quando penso a questo piatto, non posso non pensare ad un film del regista spagnolo Pedro Almodóvar del 1988, “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” dove la protagonista Pepa (Carmen Maura nella realtà)prepara un gazpacho un po’ “strano” … con del Tavor. Il film è una commedia surreale piena di sentimenti dove l’allegria non manca…da guardare gustando il gazpacho.


venerdì 22 giugno 2012

Summer time


A parte il caldo improvviso di questi giorni che ci fa capire chiaramente che ormai l’inverno è passato da un po’, anche l’astronomia ci dice che è ufficialmente estate; ieri 21 giugno è stato anche il giorno dell’estate con più luce solare. Che bello!

A me l’estate piace e mi riporta ai ricordi più belli dell’infanzia e dell’adolescenza. Posso dire che per me l’estate iniziava ufficiosamente con la Luminara di San Ranieri, la festa di Pisa per eccellenza.

Quando ero piccola, mi ricordo che per andare a vederla, facevamo una macchinata insieme ai nostri amici di famiglia: 4 adulti e 4 bambini in una sola macchina, tutti stretti come sardine in scatola, e siccome eravamo sempre in ritardo per i fuochi d’artificio, facevamo talmente tutto in fretta che e al momento di chiudere le porte dell’auto, alla mia amica Simona rimaneva sempre la mano incastrata, poverina!…quindi riscendevamo tutti, correvamo in casa a prendere del ghiaccio e con la mano mezza fasciata ripartivamo come niente fosse, più tardi del solito, ma tutti contenti…la mia amica un po’ meno.

Da adolescente invece, la Luminara era la scusa per fare più tardi la sera, per “quella sera” i genitori lo consentivano…le altre sere un po’ meno. Mi ricordo che partivamo tutti a piedi formando un bel gruppetto parrocchiale. Siccome è noto che sul Lungarno quella sera ci sia una moltitudine di gente non indifferente, è anche molto facile perdersi; per evitare questo, noi ci prendevamo per mano formano un serpentone lungo lungo, camminando fra la gente…e magari se avevi la fortuna di tenere per mano la persona per la quale avevi una “cotta”, ti sembrava una serata bellissima contornata dalle luci dei lumini dei palazzi.

Pensando alla Luminara non posso dimenticarmi i “cicalini” (così si chiamano in casa mia…lo sapete che noi abbiamo un vocabolario tutto nostro), meglio conosciuti come i “brigidini di Lamporecchio”, dei dolcini buonissimi che vendono alle bancarelle tipiche delle feste di paese.

Quando penso all’estate, ho nella mente tanti odori e sapori che mi riportano indietro nel tempo e mi fanno ricordare le stesse sensazioni ancora oggi.

Un odore tipico dell’estate ben impresso nella mia mente è quello dello zampirone, che nonostante serva per scacciare le odiose zanzare, nello stesso tempo mi dà una sensazione piacevole…di giornate più lunghe e di sere fuori all’aperto.

E il mare? Come posso non ricordare il mare? Per me il mare è sinonimo di estate in assoluto. Ci sono sempre andata fin da piccola ...il mio babbo, prima di andare al lavoro, ci portava tutti al mare e ci ritornava a prendere la sera prima di cena…e non c’erano i telefonini per avvisare di ritardi o imprevisti…eppure più o meno filava sempre tutto liscio. Mamma mi ha sempre raccontato che quando ero molto piccola (circa uno o due anni al massimo), una delle mie “attività preferite” era cercare i mozziconi di sigaretta fra la sabbia…con grande preoccupazione da parte sua che li potessi mettere in bocca…se ci penso ora mi vengono i brividi!...sarà per questo che non fumo?...

L’estate mi ricorda anche i periodi trascorsi dalla mia nonna a Livorno…quando mi portava al mare ai Tre Ponti insieme alle mie cugine; alcuni pomeriggi mi portava anche in Piazza della Repubblica a vedere i burattini e poi a comprare il gelato espresso in Via Grande. Per motivi di lavoro (e non solo), mi sono trovata da grande a frequentare più spesso questa città…alcuni odori di Livorno sentiti da piccola, li ho risentiti dopo tanto tempo da grande…lo so è una sensazione strana e difficile da spiegare, ma è così…certi odori si fissano nella testa e quando li risenti dopo tanto tempo, vengono in mente tutte le sensazioni legate a quegli odori.

Quando dico che “la guerra campanilistica” fra Pisa e Livorno per me non esiste, ora forse capite perché… come faccio a schierarmi da una parte o dall’altra?...sono fortemente legata ad entrambe le città: in una ci ho vissuto, ci sono cresciuta, ho gli amici più cari, praticamente è la mia città; nell’altra ci sono nata e mi ricorda periodi belli e importanti.

Quando penso all’estate sono veramente tanti i ricordi che affiorano alla mente…ne ho detti solo alcuni…ci vorrebbe troppo tempo per dirli tutti.

Quindi, ora mi fermo e non vi annoio più, ma vi saluto con una canzone, “Summer time” di Louis Armstrong, cantata da Ella Fitzgerald……la sentite?...con questa auguro a tutti una buona estate!

…raccontatemi i vostri ricordi legati questa stagione.


venerdì 24 giugno 2011

Il pane inzuppo



Con i termini “pane inzuppo” s’intende in casa mia il piatto conosciuto comunemente con il nome di panzanella.
Effettivamente, si tratta di pane raffermo, inzuppato nell’acqua e poi condito con delle verdure fresche di stagione. E’ un piatto tipico della cucina povera toscana, di quando in casa non c’era molta scelta per preparare il pranzo o la cena, quindi le massaie si ingegnavano con creatività ad inventare ricette e piatti appetibili, pur utilizzando prodotti semplici e genuini, senza buttare via niente di avanzato, tipo il pane secco.

Questo piatto mi ricorda le sere d’estate di quando ero piccola, ma spesso lo cucino ancora oggi. D’estate infatti è quando gli ingredienti di cui è composto, sono più freschi.

La ricetta che ancora oggi usiamo in casa mia e nella mia famiglia, è questa:

Ingredienti:
- un po’ di pane raffermo (o “posato” come si dice in famiglia)
- 1 cipolla rossa
- 1 cetriolo
- 4 pomodori maturi
- qualche foglia di basilico
- olio
- aceto
- sale

Procedimento:
Ammollare il pane raffermo in acqua fredda e un po’ di aceto, per circa 15 minuti. Poi strizzarlo bene, sbriciolarlo e metterlo in una zuppiera.
Nel frattempo lavare e pulire la cipolla, il cetriolo e i pomodori; tagliare le verdure a pezzetti e mescolarle al pane. Condire il tutto con olio, aceto, sale e qualche foglia di basilico, e mescolare bene. Metterlo in frigo per almeno mezz’ora prima di servirlo. E’ un piatto unico molto fresco e veloce da preparare.

La ricetta sopra è molto semplice, classica, con poche cose, però ci possono essere delle varianti, tipo aggiungere del tonno, oppure del sedano e delle olive. Ad ognuno la scelta di arricchire questo piatto povero come vuole.

E per finire, su internet ho trovato una poesia di Aldo Fabrizi sulla panzanella, che qui ripropongo:

« E che ce vo’
pe’ fa’ la Panzanella?

Nun è ch’er condimento sia un segreto,
oppure è stabbilito da un decreto,
però la qualità dev’esse quella.

In primise: acqua fresca de cannella,
in secondise: ojo d’uliveto,
e come terzo: quer di-vino aceto
che fa’ venì la febbre magnarella.

Pagnotta paesana un po’ intostata,
cotta all’antica, co’ la crosta scura,
bagnata fino a che nun s’è ammollata.

In più, per un boccone da signori,
abbasta rifinì la svojatura
co’ basilico, pepe e pommidori. »

giovedì 11 novembre 2010

Parigi (giugno 2010)







...bello poter trascorrere 3 giorni insieme alle amiche in una città bella come Parigi...era la prima volta che la visitavo e tutto è stato una meraviglia...alcune di noi c'erano già state, ma come si dice: "Parigi è Parigi"...ogni volta vedi qualcosa di nuovo e di diverso...per me è stato tutto nuovo e diverso...Parigi è allo stesso tempo grandiosa e minuscola in ogni piccolo dettaglio. Sono sicura che 3 giorni sono pochi per visitarla, ma quanto bastano per innamorarsi e aver voglia di ritornarci...una volta non basta! E' stato il "nostro" momento per ritrovarsi, con tanta voglia ancora di condividere emozioni e divertirci...
Ho potuto ammirare la bellezza dell'arte gotica di Notre-Dame, emozionarmi davanti alle opere del Museo Orsay, ammirare le piramidi di cristallo del Louvre, rimanere a bocca aperta guardando le vetrate della Sainte Chapelle, sbalordirmi davanti a tanta altezza della Tour Eiffel, bellissima anche con le nuvole...e poi i Lungo Senna con i parigini facendo pic-nic...bellissimi anche i giardini di Parigi...e i balconi pieni di fiori e piante...belli anche gli artisti di strada...
Veramente un bel fine settimana! sia dal punto di vista turistico che emozionale

la festa dei 40 anni (5 luglio 2009)











Per sdrammatizzare il fatto di essere arrivate ai 40, abbiamo deciso di festeggiare tutte insieme il compleanno, ci è sembrata una cosa simpatica e divertente...e infatti lo è stata. Abbiamo affittato un posto all'aperto, e abbiamo invitato tutti i nostri amici. Sono stati belli anche tutti i preparativi...2 giorni a preparare cibo, torte etc. Abbiamo avuto anche il deejay che ha rallegrato la serata con musica anni '80 e non solo. E siccome noi siamo "bimbe" dentro, ci è sembrato simpatico ringraziare tutti gli amici con uno spettacolino: abbiamo ri-scritto la canzone "Tanti Auguri" di Raffaella Carrà, adattandola alle nostre esperienze/esigenze, e su questo stile (sia di abbigliamento che di capelli...notare le parrucche bionde), ci siamo cimentate in un balletto+coro. Il risultato devo dire che è stato "spettacolare" appunto, tenendo conto soprattutto che praticamente avevamo fatto una prova 2 sere prima improvvisando al massimo. Ci siamo davvero divertite a giocare e prenderci in giro...
C'è un detto che dice: "La vita comincia a 40 anni"...per noi è iniziata alla grande!

sabato 25 ottobre 2008

ISOLA D'ELBA: FERIE AGOSTO 2008






1)Bellisssima gita a Pianosa...acqua meravigliosa...

2)Bellissimo tramonto visto dalla "croce", scendendo la strada verso Nisporto

venerdì 20 giugno 2008

16 giugno: la Luminara di San Ranieri


Sui Lungarni di Pisa si rinnova ogni anno, all’imbrunire del 16 giugno, l’incantesimo della Luminara di San Ranieri. Infatti, per antica tradizione, i pisani sono soliti celebrare con questa singolare illuminazione a cera la festività patronale del 17 giugno. Sono circa settantamila i lumini che per ogni edizione vengono meticolosamente deposti in bicchieri di vetro liscio diafano, ed appesi in telai di legno, dipinti di bianco, modellati in modo da esaltare le sagome dei palazzi, dei ponti, delle chiese e delle torri che si affacciano sui lungarni pisani. Unica eccezionale appendice rispetto a questo scenario è la Torre Pendente, illuminata altrettanto arcaicamente con padelle ad olio, collocate anche sulle merlature delle mura urbane, nel tratto che racchiude la Piazza dei Miracoli.
Dopo l’accensione, per effetto del riverberarsi della miriade di luci tremule nelle acque dell’Arno, dove vengono deposti ed affidati alla corrente anche lumi galleggianti, l’evento offre una suggestione unica, indescrivibile, proprio per l’estatico incanto che sin dall’antichità rende magiche le notti pisane del 16 giugno. Il 25 marzo 1688, nella cappella del Duomo di Pisa, intitolata all’Incoronata, venne solennemente collocata l’urna che contiene il corpo di Ranieri degli Scaccieri, Patrono della città, morto in santità nel 1161. Cosimo III dei Medici aveva voluto che l’antica urna contenente la reliquia fosse sostituita con una più moderna e fastosa.
La traslazione dell’urna fu l’occasione per una memorabile festa cittadina, dalla quale, secondo la tradizione, ebbe inizio la triennale illuminazione di Pisa che dapprima si chiamò illuminazione e poi, nell’Ottocento Luminara.
Tuttavia l’idea di celebrare una festa illuminando la città con lampade ad olio non fu un’invenzione del momento, ma una consuetudine nata da tempo ed affermata gradualmente in occasione di avvenimenti particolarmente solenni o festosi e non necessariamente legati al culto del Santo Patrono. Le vicende della Luminara hanno seguito costantemente quelle della città. Abolita nel 1867, venne ripristinata nel 1937 in occasione della ripresa del Gioco del Ponte e sospesa durante la seconda guerra mondiale. Si tornò ad allestire la Luminara per la festa di San Ranieri del 1952 e la tradizione durò fino al 1966.
Nel novembre di quell’anno la violenza dell’alluvione provocò il crollo del Ponte Solferino e di lunghi tratti del Lungarno. Si ebbe quindi una nuova interruzione della Luminara, che venne ripresa nel giugno 1969.

... e poi per finire in bellezza: i fuochi d'artificio!!!