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martedì 19 luglio 2016

Speriamo che cambi il vento


(19 luglio 1992 - 19 luglio 2016)

"E' normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti". 

"Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà. Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento...Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno".

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".

"Speriamo che cambi il vento, che venga il libeccio, e che si porti via quest'afa".  


Per non dimenticare: 
ricorre il 24° anniversario della strage di Via d'Amelio a Palermo in cui il magistrato Paolo Borsellino perse la vita insieme agli agenti della scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina).


mercoledì 13 luglio 2016

Viva la vida!

(6 luglio 1907 - 13 luglio 1954)

Frida Kahlo:
ho sempre ammirato questa donna e artista, sia per la sua pittura che per il suo modo di vivere fuori dagli schemi; anticonformista, di una bellezza particolare (le sopracciglia folte e quasi unite che caratterizzavano il suo viso e che io non avrò mai il coraggio di portare così), non era schiava di mode e stereotipi ma piuttosto molto originale e unica (indossava quasi sempre vestiti tipici della tradizione messicana); appassionata della vita e della natura, nonostante il destino non sia stato con lei troppo clemente. 

 (costretta a letto, dipinge il busto, aiutandosi con uno specchio)

All'età di 18 anni, un incidente terribile cambiò completamente la sua vita. Dalle ferite fisiche e psicologiche subite, trasse spunto per esprimere in modo veritiero e dettagliato, la sua arte, i suoi sentimenti, le sue passioni, la sua rabbia.

(modificò un ex-voto che le ricordava il suo incidente)

("La colonna spezzata" 1944)

("La mia balia ed io" 1937)

("Autoritratto al confine tra Messico e Stati Uniti" 1932)

Molto attaccata alla sua terra, spesso nei suoi quadri mescolava il suo mondo interiore con il folklore e la tradizione messicana, usando colori molto forti e decisi, insieme a simboli tradizionali. 
E' stata moglie del pittore Diego Rivera, con il quale condivise sia la vita artistica che politica.

("Pensando alla morte" 1943)

("Autoritratto con collana di spine" 1940)

("L'abbraccio amorevole dell'universo" 1949)






("Le due Frida" 1939)

("Viva la vida!" 1954)

Circa un anno fa, ho visto una mostra al Palazzo Ducale di Genova, che mi ha entusiasmato molto. L'energia sprigionata dai suoi dipinti è molto forte. Il coraggio con cui riesce ad affrontare il dolore e ad esprimerlo con la pittura è toccante, come pure riesce a rappresentare chiaramente la gioia e la felicità.

Quando ero in Spagna, ho visto anche il film "Frida" del 2002, interpretato benissimo dall'attrice Salma Hayek, che per questa interpretazione ha ricevuto la nomination agli Oscar come miglior attrice.

Recentemente, è uscita una raccolta per bambini/e, dove si raccontano, anziché favole di principesse, storie vere di donne che hanno lasciato un segno nel mondo, la cui prima storia è dedicata proprio a Frida Kahlo (un modo diverso per far conoscere ai più piccoli, ma non solo, la vità di persone importanti che hanno combattuto per ciò in cui credevano).



Vorrei avere solo la minima parte della sua grinta e riuscire ad accettarmi come lei accettava se stessa. Mi piacerebbe molto poter visitare La Casa Azul a Città del Messico, dove nacque Frida e che ora è diventata un museo che contiene opere e ricordi dell'artista.

Oltre a dipingere, Frida scriveva anche. Qui sotto una delle sue più belle poesie:

Ti meriti un amore
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti il sogno, il caffè e la poesia.

Viva la Vida! ... è un bel motto da tener presente, comprende tutto: l'amore, la morte, il dolore, la felicità...la vita appunto.

venerdì 25 marzo 2016

Mina & Aretha


Oggi 25 marzo, è il compleanno di due grandi cantanti donne, che hanno fatto la storia della musica, sia italiana che internazionale.
Una è Mina, detta anche la "Tigre di Cremona", nota per la sua voce particolare, con un timbro molto personale di grande estensione; potrebbe anche cantare l'elenco telefonico o la lista della spesa e sicuramente sarebbe un successo.
L'altra è Aretha Franklin, una delle icone della musica black, fra cui il gospel, il soul, il rhythm and blues e il jazz.
Due artiste alle quali faccio tanti auguri di buon compleanno, per tanti anni ancora, perché le loro voci inconfondibili continuino ad echeggiare nell'aria, nelle radio, in macchina...


 (Mina)


(Aretha Franklin)

mercoledì 5 novembre 2014

Monica...e non aggiungo altro

 
 
 
 "Le donne mi hanno sempre sorpresa: sono forti,
hanno la speranza nel cuore e nell'avvenire"






"I colori, i suoni, gli sguardi raccontano il nostro tragitto.
 Un colore mi può incantare,
 uno sguardo mi può far innamorare,
un sorriso mi fa sperare"




La mia massima ammirazione per questa grandissima attrice!

venerdì 6 dicembre 2013

Madiba (18 Luglio 1918- 5 Dicembre 2013)



"Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

 Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima."

 
 
“Nessuno conosce veramente una Nazione fino a che non è stato nelle sue prigioni. Una Nazione non dovrebbe essere giudicata da come tratta i suoi cittadini migliori, ma da come tratta i suoi cittadini di più basso rango”
 
 
"L'istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l'istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione. Non ciò che viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall'altra."
 

lunedì 2 dicembre 2013

La "Divina"


Ce lo ricorda anche Google che oggi ricorre il 90° anniversario della nascita di Maria Callas (2 dicembre 1923) dedicandole un Doodle. 


Il famoso soprano, dalla voce particolare con estensione e timbro notevoli, ebbe un successo artistico così sorprendente, tanto da essere chiamata la "Divina".


Indimenticabile l'aria "Sempre libera" della Traviata di Giuseppe Verdi, così come tante altre opere liriche rese ancora più popolari anche grazie a lei.


Indipendentemente dal fatto che la lirica possa piacere o meno, non si può certo dire che non fu una soprano eccellente.
Io un po' di anni fa mi comprai un cofanetto con tutte le sue opere...stasera in casa la ascolterò, mentre preparerò la cena.

martedì 19 novembre 2013

"Sono Signorina!"


Ieri 18 Novembre, Anna Marchesini ha compiuto 60 anni.
Durante gli anni '80-'90 ho mangiato "Pane e Trio"...nel senso che sono stata grande fan del Trio (Lopez - Marchesini - Solenghi), ma soprattutto grande ammiratrice di Anna Marchesini.
Spesso mi sono ritrovata ad "imitarla" (si fa per dire...non arriverei mai alla sua bravura), ma tante sue frasi sono entrate ormai a far parte del mio quotidiano.
"Sono Signorina" appunto è una di queste frasi, insieme a "...Me stavo a fa' un ovetto" o "E siccome che sono cecata", "Biisooogno?!?".
La lista sarebbe lunga, anche perché quando c'era qualche loro spettacolo alla televisione non me lo perdevo mai ed ogni occasione era buona per ripetere alcune scenette.
Andai addirittura a vedere un loro spettacolo al Teatro La Gran Guardia a Livorno e devo dire che mi divertii molto.
Vista la comicità, non si direbbe che la Marchesini ha studiato all'Accademia di Arte Drammatica...

Come non ricordare la parodia de "I Promessi Sposi" trasmessa a puntate in tv?
Mi ricordo che aspettavo l'appuntamento per piazzarmi davanti alla televisione e farmi due risate...magari avessi provato lo stesso interesse per il libro del Manzoni!...





La Marchesini ha creato numerosissimi personaggi di donne, tutte con una caratteristica particolare, dalla signora altolocata, alla donna delle pulizie...tutte simpatiche che riuscivano a strappare sempre una risata.



Con il passare del tempo, dopo un grande successo, il Trio si scioglie a livello artistico pur rimanendo amici a livello personale.
Ma, mentre Lopez e Solenghi, sia pur in forma limitata fanno ancora qualche apparizione in tv, purtroppo la Marchesini si allontana dalla tv e dal teatro a causa di una malattia.

Negli ultimi anni, Anna è tornata in tv in veste di scrittrice.
Nel 2011 scrive il primo libro: "Il terrazzino dei gerani timidi".


Nel 2012 scrive il secondo libro: "Di mercoledì".


...non c'è due senza tre, e nel 2013 arriva il terzo libro: "Moscerine".



...niente, questo voleva essere solo un breve e semplice omaggio ad una grande professionista.
Buon Compleanno Anna!

giovedì 7 novembre 2013

...aspettando Andy...

 


In attesa di andare a vedere a Palazzo Blu, la mostra di Andy Warhol intitolata "Una storia americana" (dal 12/10/2013 al 02/02/2014), ho pensato...come mi avrebbe ritratto Warhol in stile Pop Art? Il risultato sarebbe stato certamente colorato e particolare.
 
L'esposizione che andrò a vedere, presenterà circa 150 opere (fra cui fotografie Polaroid e grandi tele) che mostreranno il percorso creativo di Andy Warhol, artista che ha rivoluzionato il mondo dell'arte del Novecento, trasformando oggetti comuni e consumistici in icone dell'arte, come la serie delle "Campbell Soup" (barattoli di zuppa) o delle scatole dei detersivi "Brillo", portando il supermercato e tutto ciò che è consumo, nel mondo artistico.
 





E come non ricordarsi del ritratto di Marylin Monroe, dove il mito diventa icona?
 

Warhol rappresentò anche il Vesuvio durante l'eruzione, utilizzando diversi colori, differenziandolo dalla tipica rappresentazione da cartolina.

 
I "Coltelli", è stato usato recentemente anche come copertina per il libro
 "Gomorra" di Roberto Saviano.

 
 
 Mentre aspetto, vi lascio con questa frase:
 
“Tutte le mie immagini sono la stessa cosa…ma sono anche molto diverse…Cambiano con la luce dei colori, col momento e con l’umore…La vita non è forse una serie di immagini che cambiano mentre si ripetono?” (ANDY WARHOL)
 

venerdì 27 settembre 2013

Nannarella


"Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. 
Ci ho messo una vita a farmele."
(Anna Magnani)







40 anni fa, il 26 Settembre 1973, se ne andava Anna Magnani. 
Eduardo De Filippo le dedicò una poesia:

"Confusi con la pioggia
sul selciato
son caduti
gli occhi che vedevano 
gli occhi di Nannarella
che seguivano
le camminate lente
sfiduciate
ogni passo perduto
della povera gente.
Tutti i selciati di Roma
hanno strillato.
Le pietre del mondo
li hanno uditi."

venerdì 17 maggio 2013

“…come te, tale e quale…”




«San Pasquale Baylonne protettore delle donne,
fammi trovare marito, sano bello e colorito,
come te, tale e quale, o glorioso san Pasquale!»

I motivi che mi spingono a ricordare il santo di oggi, San Pasquale Baylon, sono due:

-il primo è che probabilmente è l’unico santo che abbia mai invocato insieme alle mie amiche negli anni passati, in quanto protettore delle donne (in un’occasione particolare, vennero fatte persino delle magliette con la preghierina stampata sul dietro…pensa un po’);
-il secondo, è che per puro segno del destino, il luogo della morte del Santo, è lo stesso luogo dove ho lavorato per 5 anni in Spagna, ossia Villareal…un posto e un periodo che ricordo con molto affetto.

San Pasquale Baylon, nacque il 16 maggio 1540 a Torre Hermosa e morì il 17 maggio 1592 nel convento di Villareal in Spagna. Fin da giovanissimo manifestò la sua vocazione religiosa, conducendo una vita molto umile ispirandosi a San Francesco.

Non vi sto a raccontare la vita del Santo, ma il motivo perché è considerato protettore delle donne e delle nubili, che è alquanto curiosa; la tradizione narra che il frate consigliava in confessione, alle donne che si lamentavano dei mariti, di dare un uovo sbattuto con zucchero e vino; per questo si pensa che sia stato l'inventore dello zabaione, infatti è anche il patrono dei cuochi e dei pasticceri.

A parte la preghierina al Santo, speriamo che la “protezione delle donne” venga presa in considerazione in maniera seria dalle istituzioni, visti oramai i numerosi femminicidi che avvengono troppo spesso. 

A proposito di questo, c’è una buona notizia: il 28 maggio la Camera dei Deputati voterà la ratifica della Convenzione di Istanbul, l’accordo internazionale che impegna i Paesi firmatari a una serie di azioni di lotta e prevenzione nei confronti della violenza contro le donne e contro ogni forma di violenza di genere. La ratifica del trattato, attesa da 2 anni in Italia, è già stata approvata in ventidue Paesi. 
Un passo avanti!

martedì 19 febbraio 2013

Buon Compleanno Massimo!


Oggi Massimo Troisi avrebbe compiuto 60 anni…e invece…sono già 19 anni che se ne è andato.
Mi ricordo che il suo ultimo film “Il Postino” l’ho visto in Inghilterra, in versione italiana con i sottotitoli in inglese…una cosa molto rara che mi fece molto piacere.

Un altro film secondo me da ricordare, fra i diversi che ne fece sia come attore che come regista, è “Non ci resta che piangere” insieme a Benigni, uno dei film più divertenti che non mi stanco mai di rivedere, tanto da aver inglobato nel mio vocabolario alcune frasi del film come: “…ricordati che devi morire! … mo’ me lo segno!”, oppure “Grazie Mario!”, o ancora “Si paga? Sì un Fiorino!”
Ecco come Troisi cominciò a fare l’attore:
Comme aggio accumminciato a fare l’attore? Ecco... io ero ‘nu guaglione... ero andato a vedere un grande film. Si trattava di "Roma città aperta", chillo grande lavoro di Rossellini. Me n’ero uscito da ‘o cinema con tutte quelle immagini dint’ ‘a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato ‘nu mumento e m’aggio ditto... "Massimo, da grande tu devi fa’ ‘o geometra".

Lo voglio ricordare con una poesia che Benigni scrisse dopo la sua morte.

Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Hollywood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro.

martedì 8 novembre 2011

Nome di battesimo: Maria Luisa Ceciarelli


Un po’ di anni fa, mi comprai un libro intitolato “Sette sottane” di Monica Vitti.
Cos’è che mi spinse a comprare questo libro, fu la curiosità del titolo prima di tutto, il fatto che un’attrice come la Vitti, che sapeva far ridere per la sua tragicomicità, avesse scritto un libro piuttosto intimo e confidenziale dove si dava spazio alle cose poco conosciute e alle curiosità, anziché elencare la lista dei film interpretati o dei successi televisivi e teatrali.

Mi è venuta voglia di rileggerlo questo libro, spinta dal fatto che nei giorni scorsi Monica Vitti ha compiuto 80 anni, gli ultimi dei quali, passati lontani dal pubblico a causa di una malattia.

Ecco alcune curiosità, che ci mostrano una Monica Vitti più intima, con le sue paturnie, le sue paure e le sue fobie.

“Da piccola mi chiamavano Sette Sottane perché in Sicilia, dove vivevamo noi, non c’era il riscaldamento d’inverno e mia madre mi copriva di maglie, magliette, sottanine, vestitini e grembiulini. Non mi davano noia, anzi, ne ero orgogliosa e quando veniva qualcuno a trovarci dicevo: Vede, io ho sette sottane: una, due, tre, quattro…, mia madre non mi faceva mai arrivare alla settima perché diceva che era una vergogna tirarsi su le gonnelline”

La Vitti in questo libro ci parla di come le sia sempre piaciuto poco viaggiare,  tanto da rendere ogni sua partenza un vero trauma. Quest’ansia probabilmente le è stata trasmessa dalla madre, che organizzava partenze frettolose per sfuggire alle bombe in tempo di guerra, affrontando lunghi e scomodi viaggi in treno da una città all’altra. Dopo questi estenuanti spostamenti vissuti durante l’infanzia, avrebbe dovuto amare la rapidità e la comodità degli aerei, invece no…ne è sempre stata  terrorizzata, continuando a scegliere la via più scomoda per andare ovunque, trovando questa scusa: “Il tragitto può essere la meta, perché perderlo? Se non si sa cosa c’è tra un posto e l’altro, come si può decidere cosa vedere? Chi ci garantisce che è più bello il luogo di arrivo, che tutto il viaggio? Quante cose non si vedono andando in aereo!”

Inoltre confessa di essere una persona distratta e di avere un rapporto molto speciale con gli oggetti: perde tutto e dimentica molto (il periodo in cui scrive il libro è il 1993, è ancora abbastanza giovane, ha 62 anni; il presente in cui parla è ormai passato). Una volta ha perso perfino le scarpe che aveva ai piedi! Se le era probabilmente tolte perché le facevano male, poi qualcosa l’ha distratta e le ha lasciate lì. Appena un oggetto le piace più degli altri lo perde subito, come fosse una punizione, mentre invece ci sono alcuni oggetti di cui si sarebbe voluta disfare che le restano appiccicati senza motivo e alla fine finisce per amare anche quelli. E’ come se gli oggetti avessero un’anima e provassero dei sentimenti nei suoi confronti. Per non dimenticare, si era fatta un quaderno dove aveva scritto il posto di ogni cosa, ma poi ha perso anche quello … una dimenticanza quasi patologica.

Un’altra curiosità che racconta, è che a causa delle sue paure, spesso nei film ha avuto il supporto di  una controfigura, che per molti anni è stata Fiorella Mannoia, la quale proveniva da una famiglia di stuntman…chi l’avrebbe detto che poi sarebbe diventata la grande cantante che è ora.

Questi e molti altri racconti/aneddoti ci sono nel libro, dal rapporto con la famiglia, alla passione per il teatro, per il cinema, per l’arte, gli amori passati, l’amicizia, il tutto raccontato con leggerezza e quel tocco di ironia che non guasta. E' stata una piacevole rilettura.