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martedì 8 agosto 2017

Le mongolfiere



LE MONGOLFIERE

Lentamente vanno su verso luoghi sconosciuti
Sai quando partono ma non sai quando arrivano
In balia del vento e sempre più in alto
Sorvolando pianure, montagne e città.

Aria calda dentro, fiamma potente
Ti porta sulle nuvole e anche più su.
Dentro un abbraccio di vimini, tocchi il cielo con un dito
Lasciandoti cullare nel silenzio dell’aria.

Soffici palloni colorati in viaggio senza meta,
Il tempo e il peso non esistono, tutto è leggero,
Tutto intorno è bellezza e stupore
E ti senti piccolo di fronte all’immensità.


(lavoretto manuale e testo di Monica)



venerdì 28 aprile 2017

Vestire gli alberi


A Livorno, in Piazza XX Settembre, gli alberi che circondano la piazza sono alberi vestiti.

L'idea, lanciata originariamente negli Stati Uniti ("urban knitting"), è stata presa in prestito dalle donne del quartiere, con il solo scopo di abbellire e ravvivare la città con i colori.

Così un gruppo di donne, con la passione dell'uncinetto e dei ferri, ha cominciato a riunirsi nel tempo libero per creare dei vestiti per gli alberi, utilizzando lana e filati. 
In seguito, anche altre donne, nonne, bambine/i, associazioni varie sono state coinvolte nel progetto e ognuno ha contribuito in vari modi, sia lavorando la lana, sia tramite la donazione di gomitoli o vecchie coperte di lana da poter modificare per l'occasione.






Un'idea colorata che ha rinvigorito il significato di piazza, ossia uno spazio urbano dove le persone si ritrovano, si incontrano, parlano, dove i bambini giocano e si divertono all'aria aperta, con in più l'aggiunta di fare qualcosa insieme a favore del quartiere.



venerdì 22 aprile 2016

Giornata della Terra

La Giornata della Terra fu celebrata per la prima volta il 22 aprile 1970.
L'evento nacque in seguito all'appello del senatore americano Gaylord Nelson che invitò l'opinione pubblica a d attivarsi e scendere in piazza in difesa della terra, per protestare contro il disastro ambientale provocato dalla fuoriuscita di un pozzo di petrolio al largo di Santa Barbara, nel 1969.
In questa 46° edizione della Giornata della Terra, lo slogan è "Alberi per la Terra": da qui fino al 2020 (anno in cui ricorre la 50° edizione e in cui dovrebbe entrare in vigore l'accordo preso a Parigi nel dicembre 2015 durante la Conferenza sul clima), dovrebbero essere piantati tanti alberi quanti sono gli abitanti della terra...un impegno notevole.
"La terra vi concede generosamente i suoi frutti, e non saranno scarsi se solo saprete riempirvi le mani.
E scambiandovi i doni della terra scoprirete l’abbondanza e sarete saziati. Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà gli uni avidi e gli altri affamati.
Quando voi, lavoratori del mare dei campi e delle vigne, incontrate sulle piazze del mercato i tessitori e i vasai e gli speziali, invocate lo spirito supremo della terra affinché scenda in mezzo a voi a santificare le bilance e il calcolo, affinché il valore corrisponda a valore.
E non tollerate che tratti con voi chi ha la mano sterile, perché vi renderà chiacchiere in cambio della vostra fatica. A tali uomini direte: «Seguiteci nei campi o andate con i nostri fratelli a gettare le reti nel mare. La terra e il mare saranno con voi generosi quanto con noi».
E se là verranno i cantori, i danzatori e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni.
Anch’essi sono raccoglitori di incenso e di frutti, e ciò che vi offrono, benché sia fatto della sostanza dei sogni, distillano ornamento e cibo all’anima vostra.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno vada via a mani vuote.
Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sino a quando il bisogno dell’ultimo di voi non sarà appagato".
(poesia sulla Madre Terra di Gibran Khalil Gibran, tratta dal "Profeta") 
"La terra è veramente piccola, noi non siamo al centro dell'universo; siamo solo un granello di polvere solitario, ma è la nostra casa e dobbiamo prendercene cura"
(William A. Anders)

Ognuno può fare qualcosa nel suo piccolo, tanti gesti piccoli fanno cose grandi.
FILASTROCCA DEL PICCOLO GESTO IMPORTANTE
Un piccolo gesto è una pietra preziosa
Cela un segreto che è molto potente

Qualcosa accade, se tu fai qualcosa
E niente accade, se tu non fai niente
Basta un secchiello a vuotare il mare?
Basta una scopa a pulir la città?
Forse non basta, ma devi provare
Se provi, forse, qualcosa accadrà
È un gesto inutile, ma non importa
Piccoli gesti hanno forza infinita
Se ognuno spazza davanti alla porta
La città intera sarà pulita.
(Bruno Tognolini)

lunedì 5 gennaio 2015

...e quindi uscii a riveder le stelle...


Allora, mi sembra di avere tutto pronto...
Le scarpe sono un po' rotte, ma non importa, fa più scena, qualche straccio addosso ce l'ho, la scopa è un po' vecchia, ma anche quella per ora funziona, ma soprattutto sono pronte le calze da portare ai bimbi!

E siccome sono una Befana un po' "riciclosa" (da non confondersi con riciclata), quest'anno ho preparato le calze riciclando la carta da regalo.
Ho disegnato una sagoma a forma di calza (davanti e dietro) per ogni carta regalo, ho ritagliato con le forbici, ho spillato le due parti con la spillatrice ed ho riempito con le caramelle.

Via, verso la mezzanotte parto, e spero di rivedere le stelle in cielo!
Voglio pensare ad ogni stella come ad una persona che ha fatto parte della mia vita...



martedì 18 novembre 2014

Calendario dell'Avvento e lanterne di natale


Quest'anno, ho deciso di creare il Calendario dell'Avvento riciclando il più possibile.Ho utilizzato i rotoli della carta igienica, li ho rivestiti con della carta regalo natalizia riciclata; un'estremità l'ho chiusa piegando i lembi verso l'interno in modo da creare il contenitore dove mettere cioccolatini, biscotti e bigliettini, mentre nella parte lasciata aperta ho fatto un foro dove ho inserito un laccio di colore rosso, li ho attaccati ad una gruccia di metallo e per finire, ho messo un fiocchetto sotto al gancio.



Anche quest'anno, come l'anno scorso, insieme ad un bel gruppo di persone, cercheremo di creare piccole cose fatte a mano, con l'aiuto dei bimbi e ognuno come può, con l'intento di creare dei piccoli oggetti (cercando il più possibile di utilizzare materiale di riciclo) per poi venderli, con lo scopo di devolvere il ricavato in beneficenza.
E' un modo per passare un po' di tempo insieme, far divertire i bimbi, sapendo che anche se gli oggetti non sono di design, sono sicuramente fatti con il cuore e per una buona causa.


Quest'anno mi sono dedicata alle lanterne natalizie, e ai portacandele.
Ho utilizzato i barattolini di vetro degli omogeneizzati e degli yogurt, con del filo metallico ho creato il manico aggiungendo delle perline, poi ho messo nastrini, stickers natalizi, stoffe varie, e infine ho aggiunto la candelina.




Buone creazioni a tutti!

martedì 9 settembre 2014

Scacciapensieri o Acchiappasogni


Scacciapensieri


Acchiappasogni

 
Scacciapensieri o Acchiappasogni, cambia poco, quando dopo un pomeriggio passato insieme a creare, il risultato sono degli splendidi oggetti, che solo a vederli mettono di buon umore.
 
Partendo da dei legni trovati sulla spiaggia, aggiungendo tutto ciò che la fantasia suggerisce, i pensieri brutti si allontanano come per magia, i sogni cominciano ad avere una sua forma.
 
Ognuno ha i suoi pensieri da scacciare, ognuno ha i propri sogni da realizzare, la semplicità può aiutare!
 
Buoni sogni a tutti!

 
 


giovedì 9 maggio 2013

Il mistero dei calzini spaiati



A chi non è mai capitato di ritrovarsi un calzino spaiato nel cassetto?
Vuoi perché uno è rimasto in fondo al cesto dei panni da lavare, vuoi perché un altro è cascato durante il tragitto dal cesto alla lavatrice, vuoi perché uno è cascato di sotto mentre si stendeva la biancheria (e mai più raccolto)…insomma, quello dei calzini a volte rimane proprio un mistero…soprattutto quando ne metti in lavatrice due e ne esce solo uno…questo sì che è un mistero inspiegabile!

Ma dove vanno a finire i calzini? C’è forse un universo parallelo dentro la lavatrice, dove si ritrovano tutti i calzini perduti? … quello a righe con quello bianco, quello colorato con quello tinta unita…di tutti i colori e di tutte le forme, tutti spaiati in allegria!

Io, per ovviare il problema dei calzini spaiati, li lego fra loro, prima di metterli in lavatrice…spero non me ne vogliano i calzini dallo “spirito libero”, lo faccio solo per una questione di comodità.
O forse dovrei assecondare il desiderio dei calzini di spaiarsi fra loro e cominciare a metterli ai piedi; di sicuro la giornata inizierebbe con un sorriso, perché è buffo vedere ai piedi due calzini differenti e sarebbe un sorriso contagioso anche per chi li vedrebbe, possono piacere o non piacere, ma sono buffi. Però mi sa che non sono ancora pronta a questa estrosità…ecco perché li lego fra loro.
E se alla fine questo fosse proprio il desiderio dei calzini? ...quello di spaiarsi e andare con chi gli pare…

C’è un testo scritto da Vinicio Capossela che parla dei calzini.

“Il paradiso dei calzini”

Dove vanno a finire i calzini 
quando perdono i loro vicini 
dove vanno a finire beati 
i perduti con quelli spaiati 
quelli a righe mischiati con quelli a pois 
dove vanno nessuno lo sa 
Dove va chi rimane smarrito 
in un'alba d'albergo scordato 
chi è restato impigliato in un letto 
chi ha trovato richiuso il cassetto 
chi si butta alla cieca nel mucchio 
della biancheria 
dove va chi ha smarrito la via 
Nel paradiso dei calzini 
si ritrovano tutti vicini 
nel paradiso dei calzini…
Chi non ha mai trovato il compagno 
fabbricato soltanto nel sogno 
chi si è lasciato cadere sul fondo 
chi non ha mai trovato il ritorno 
chi ha inseguito testardo un rattoppo 
chi si è fatto trovare sul fatto 
chi ha abusato di napisan o di cloritina 
chi si è sfatto con la candeggina 
Nel paradiso dei calzini...
nel paradiso dei calzini 
non c'è pena se non sei con me 
Dov'è andato a finire il tuo amore 
quando si è perso lontano dal mio 
dov'è andato a finire nessuno lo sa 
ma di certo si troverà là…
Nel paradiso dei calzini 
si ritrovano uniti e vicini 
nel paradiso dei calzini 
non c'è pena se non sei con me 
non c'è pena se non sei con me.

C’è chi poi, con  i calzini spaiati crea dei pupazzi, un modo per riciclare proprio tutto...della serie: anche il calzino ha una sua dignità!




I calzini spaiati, metafora della diversità. C’è di che riflettere…
Raccontate le vostre esperienze con i calzini.

lunedì 23 gennaio 2012

"Swapper"

Vi ricordate lo slogan pubblicitario di un rasoio elettrico che diceva:
“Se tu dai una cosa a me io poi do una cosa a te!”
... ecco, questo è quello che è successo più o meno ieri.

Ieri è stata la giornata dello “Swap Party” (dall’inglese, to swap che significa scambiare, barattare); ci siamo trovati fra amici per scambiare le cose che ad ognuno di noi non servivano più, o che semplicemente volevamo dare via perché poco utilizzate o perché non ci piacevano.

Detto così può sembrare squallido, ma in realtà secondo me abbiamo fatto una bella azione: abbiamo dato la possibilità agli oggetti, ai libri, all’abbigliamento di non essere buttati via del tutto, ma di essere ri-utilizzati. Infatti può capitare che una cosa che a me non piace o non serve più, può essere utile ad un’altra persona e viceversa.

Sembra che questo modo di condividere le cose, sia sempre più in uso e stia dilagando fra la gente, forse a causa del periodo non troppo roseo a livello economico, che porta le persone a frenare l’acquisto impulsivo, dando piuttosto spazio all’acquisto di cose di seconda mano, o appunto allo scambio.

Si sta sempre più diffondendo anche lo scambio di lavoro o di esperienze: per esempio, se una persona sa fare una cosa, può rendersi utile in cambio di un altro servizio o un’ altra esperienza, in modo che entrambe le persone rimangano soddisfatte.

Da ottobre scorso infatti ho avuto modo di mettere in pratica questa cosa casualmente, cioè lo scambio di lavoro/esperienza: mi è stato chiesto da due amiche, se potevo dare delle “lezioni” di spagnolo, quanto basta per fare un viaggio di vacanza e sapersi destreggiare conversando con le frasi basiche, per sopravvivere al viaggio; non essendo professoressa o maestra, ma avendo vissuto 6 anni in Spagna, ho accettato volentieri pensando che sarei stata in grado di farle “sopravvivere”. Per il prezzo di ogni lezione, ne avremmo parlato a voce.

Io ci ho pensato su...e quando mi hanno chiesto quanto sarebbe stato il costo, ho risposto che, proprio perché erano due amiche e che un lavoro ce l’avevo già (fortunatamente), potevano “pagarmi” offrendomi qualcosa che sapessero fare, a loro scelta. E così, con soddisfazione reciproca ma anche divertimento, stiamo scambiando delle esperienze: loro imparano e conversano in spagnolo, io in cambio ricevo massaggi e sto imparando a lavorare l’argilla. Senza contare che ho riallacciato i contatti con persone che avevo perso un po’ di vista e questa è la cosa più bella.

Il lavoro è una cosa seria e va pagato, ma se per il tempo libero si possono trovare queste soluzioni, ben vengano.

E’ anche vero che per far girare l’economia bisogna acquistare, e io ci metto del mio in questo, ma è pur vero che prima di comprare e spendere per qualcosa in maniera compulsiva, forse lo scambio/baratto può essere preso in considerazione; come si suol dire...la via di mezzo in questo caso va bene (almeno per me).

Ieri quindi è stata di sicuro una giornata diversa dal solito, e per il semplice fatto di aver passato del tempo insieme divertendoci, solo questo è valso la pena.

Buon “swap” a tutti!

martedì 18 ottobre 2011

Butto o non butto?


A volte dispiace dover buttar via delle camicie, solo perché sono un po’ sciupate al colletto…potremmo girarlo il colletto, ma è troppo complicato e il risultato è brutto, se il lavoro non è fatto veramente bene. Così ho deciso di riunire un po’ di camicie vecchie e riutilizzare la stoffa per creare qualcosa.

E’ già da tanto tempo che utilizzo borse riciclabili per la spesa, di stoffa o di plastica rigida, un po’ per evitare di accumulare borsine in plastica, un po’ perché anche se ora le fanno biodegradabili, hanno un odore che mi nausea, quindi preferisco evitare.

E siccome le buste e le borse non sono mai troppe, ho deciso di fare delle “borse caserecce” molto semplici, senza troppe pretese, che poi utilizzo sia per fare la spesa, ma anche per altre cose. Per esempio, se si fanno delle borsine un po’ più piccole, possono essere utili quando viaggiamo, per mettere le scarpe in valigia o per riunire la biancheria, per portare il pranzo al lavoro, per portare libri e giornali in treno o in biblioteca. Insomma, si possono utilizzare in tantissimi modi.

Ovviamente, come ho detto, sono borsine semplici e senza pretese...più che altro per non buttare via del tutto la camicia.
Vi presento le mie prime “shopping-shirt-bags”.

Per questa ho utilizzato 2 camicie a quadretti, diverse fra loro; le ho unite e con la stoffa delle maniche avanzata ci ho fatto i manici:



Questa l’ho fatta unendo 2 camicie a tinta unita, di colore diverso; con i taschini delle 2 precedenti camicie, ho fatto 2 tasche esterne:



Se in casa poi ci sono degli avanzi di stoffa carini, si può fare anche con quelli.
Io per esempio ho trovato un avanzo di stoffa a righe stile “vecchio materasso” e anche con questa ho fatto una borsa per la spesa; per i manici ho usato della cordicella che avevo:


Se poi, oltre alle camicie e alle stoffe avanzate, abbiamo anche dei jeans ormai vecchi che non porteremmo più, anche questi possono essere trasformati in borse, la stoffa è molto resistente e si possono portare anche per andare in giro, non solo per fare la spesa:

E come diceva una persona, vi saluto con “buona camicia a tutti!”.
...prima di buttare...casomai pensatemi...

lunedì 29 novembre 2010

Come dare “nuova vita” ad una bottiglia di plastica

Dalla “Spagna con furore”, suggerito dalla mia amica Alessandra che lì vive, vi propongo un’idea pratica per conservare i legumi (come fagioli, lenticchie, ceci, piselli etc.), o i cereali (come riso, mais, farro, orzo etc.), senza complicarsi la vita nel cercare sacchetti ermetici o mollette speciali...in più utilizziamo ciò che avremmo buttato via.

Ecco come:
1. Si taglia il collo di una bottiglia di plastica vuota.
2. Facciamo passare il sacchetto di plastica per conservare gli alimenti, all’interno del collo di bottiglia tagliato.
3. Dopo di che si chiude con il tappo e così avremo una chiusura ermetica.

Diamo un’altra chance alle bottiglie di plastica!

lunedì 22 novembre 2010

Calendario dell'Avvento



Sembra presto, ma in realtà se uno vuole fare un Calendario dell’Avvento, è il momento di cominciare a pensarci... Io non ho bambini, ma ho un nipotino e ormai è tradizione che la zia gli prepari il Calendario dell’Avvento.
Se ne trovano in giro già pronti, tipo librini di cartone, formati da tante finestrine con dentro i cioccolatini...ma cercare di costruirne uno è ancora più carino. Per questo, anche se siamo a novembre è il momento di darsi da fare!

L’anno scorso ne ho preparato uno molto semplice: ho foderato una scatola con della carta natalizia; poi, su un foglio, ho disegnato delle caselline con scritto i numeri da 1 a 24 e ho attaccato con la colla il foglio alla scatola; poi ho comprato 24 bustine di carta di misura medio/piccola, su ognuna di loro ho scritto con il pennarello i numeri da 1 a 24. All’interno di ogni bustina ho messo il regalino, cercando ogni volta di variare: cioccolatini, caramelle, piccoli pupazzetti tipo Gormiti (per i maschietti), oppure mollettine per capelli (per le bambine), bigliettini con storielle o filastrocche di natale, decorazioni per l’albero, calzini colorati etc. Una volta preparate tutte le bustine, le ho messe dentro la scatola mescolandole fra loro. Ogni mattina a partire dal 1° dicembre mio nipotino cercava quella giusta e faceva una crocetta sulla casellina del giorno indicato, fino ad arrivare all’ultima del 24. Il risultato è garantito: la curiosità dei bambini nel trovare ogni giorno qualcosa di nuovo e diverso, dà gioia e felicità.

Quest’anno dovrò cambiare idea: all’insegna del “riciclo”, pensavo di utilizzare i rotoli di cartone della carta igienica; li fodererò con della carta gialla a formare tipo delle caramelle, chiuse alle estremità con del nastrino rosso, non prima però di aver racchiuso all’interno i regalini; scriverò sopra ogni caramella i numeri da 1 a 24 e le metterò tutte dentro a un cestino.

Un altro suggerimento potrebbe essere quello di prendere un spago piuttosto lungo e spesso da appendere a due chiodi in casa; utilizzare poi le mollette di legno per stendere i panni numerandole da 1 a 24 e attaccare delle bustine di carta o stoffa colorata con all’interno i regalini.
Buon lavoro e buon divertimento!