venerdì 27 settembre 2013

Nannarella


"Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. 
Ci ho messo una vita a farmele."
(Anna Magnani)







40 anni fa, il 26 Settembre 1973, se ne andava Anna Magnani. 
Eduardo De Filippo le dedicò una poesia:

"Confusi con la pioggia
sul selciato
son caduti
gli occhi che vedevano 
gli occhi di Nannarella
che seguivano
le camminate lente
sfiduciate
ogni passo perduto
della povera gente.
Tutti i selciati di Roma
hanno strillato.
Le pietre del mondo
li hanno uditi."

martedì 24 settembre 2013

Settembre: tempo di conserve

Se Ferragosto era un po' come il "Natale estivo", Settembre è un po' come "Capodanno"; infatti tanta gente a Settembre fa i buoni propositi come all'inizio di un nuovo anno.
In effetti rappresenta un po' un nuovo inizio dopo la pausa estiva. Ricomincia tutto: la scuola, le palestre, i corsi di qualsiasi tipo e natura.
 
Io per ora non mi sono ancora fatta prendere dalla frenesia, perché fortunatamente le cose che ho deciso di fare durante i prossimi mesi, iniziano a Ottobre.
 
Quindi mi sono goduta quest'ultimo sprazzo di estate con una certa tranquillità, dedicandomi alle conserve; forse un'attività un po' all'antica, ma molto più adatta ai miei ritmi.
Ho fatto la marmellata di fichi, la marmellata di cipolle, la salsa di pomodoro:
 
 
 
 
Ora sono quasi pronta per ricominciare a fare un po' di sport ed iniziare un nuovo corso, che spero mi faccia vivere momenti belli, sia personalmente che da condividere con gli altri...vedremo...
 
Voi avete già ricominciato le vostre attività sportive o culturali?
Come vivete l'autunno?
 

 


mercoledì 11 settembre 2013

Driiiiin...è suonata la campanella

Oggi per molti, è stato il primo giorno di scuola.
Per alcuni, è stato il primo giorno di scuola in assoluto: la prima elementare; per altri il passaggio dalle elementari alle scuole medie, oppure alle scuole superiori, passaggi importanti nella vita di un bambino/ragazzo.
Molti genitori, come da consuetudine, hanno scattato la foto ricordo e siccome oggi siamo più o meno tutti tecnologici, praticamente quasi in diretta, la foto è stata vista da amici, parenti, nonni, tramite i social network vari e tutte le forme di condivisione possibile…che se ci si pensa è una bella cosa non dover aspettare di sviluppare il rullino fotografico e dover trovare l’occasione per far vedere la foto.

Ai miei tempi, tutta questa tecnologia non c’era, ma la foto ricordo del primo giorno di scuola elementare ce l’ho anch’io:


Usava mettersi il grembiule: nero per i maschi e bianco per le femmine, con il fiocco bicolore rosso e blu (come si vede dalla foto ricordo del lontano 1975)...da notare i calzini bianchi di cotone traforato.
Poi c’era la cartella, (lo zaino non era ancora tanto usato per la scuola), con dentro i quaderni ancora immacolati e senza “orecchie”, l’astuccio con le matite super appuntate, i pennarelli, le penne e tutto l’occorrente. E poi c’era il diario dove scrivere la lezione da fare per casa.
Forse oggi ci sono gli zaini e i trolley al posto delle cartelle, il colore del grembiule sarà cambiato o addirittura non usa più metterlo.
Mi ricordo che, a parte i primi giorni in cui ero accompagnata, a scuola ci andavo sola, anche perché vivevo vicino. Addirittura in quinta elementare mi furono date le chiavi di casa…lo so, altri tempi.

Cosa ricordate del vostro primo giorno di scuola: entusiasmo, ansie, preoccupazioni, allegria, voglia di conoscere nuovi amici?
Raccontate.


venerdì 16 agosto 2013

“Summer Christmas”


Ferragosto è un po’ come il “Natale dell’Estate”: ci si ritrova fra parenti e amici per passare la giornata, che sia al mare, in campagna o in montagna, la giornata diventa conviviale, si mandano perfino gli auguri, ci si telefona, si danno mance ai bagnini, o regalini ai clienti da parte dei titolari degli stabilimenti balneari, si celebrano feste paesane con giochi e musica, nelle zone balneari è tipico il gavettone di Ferragosto.

La parola Ferragosto, deriva dal latino feriae Augusti che significa giorni di festa e riposo dell’Imperatore Augusto. Si tratta, infatti, di una festività istituita dall’Imperatore Augusto nel 18 a.C. per celebrare i raccolti della terra e la fine dei più importanti lavori legati all’agricoltura, con lo scopo di godere di un periodo di meritato riposo, dopo le fatiche precedenti. Questo periodo di riposo in realtà iniziava il 1° di agosto, ma con il cristianesimo fu spostato al 15 agosto, giorno in cui si celebra l’Assunzione di Maria.

Voi come avete passato il Ferragosto?
Io sia al mare che in campagna, con familiari prima e amici dopo.
C’è anche chi il Ferragosto l’ha passato a lavorare, perché non tutto si può fermare...

Vi dedico una poesia un po’ malinconica:

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
Che non ha mai veduto il mare:
A Ferragosto lo vado a prendere
In treno a Ostia lo voglio portare.
“Ecco, guarda” gli dirò,
“questo è il mare, pigliane un po’!”
Col suo secchiello, fra tanta gente,
Potrà rubarne poco o niente:
Ma con gli occhi che sbarrerà,
Il mare intero si prenderà.

(da “Filastrocche in cielo e in terra” di Gianni Rodari)

E siccome oggi 16 agosto è San Rocco, santo patrono di Rio Marina all’Elba, vi saluto con il detto popolare del paese: “Dopo San Rocco, il cocomero si dà al porco”, che significa che dopo il 16, il cocomero non è più così saporito e diventa cibo da dare ai maiali.


Buone feriae Augusti!

martedì 6 agosto 2013

Non è mai troppo tardi…scacco al re!


Durante la settimana scorsa, siccome ero in ferie, ho trascorso un po’ di tempo al mare con i miei genitori.
In ferie si sa, ci si prende un po’ più di tempo anche per fare cose, che di solito non si ha il tempo di fare durante il resto dell’anno.

Per quanto mi riguarda, da tanti anni avrei voluto imparare a giocare a scacchi, dal momento che sia il mio babbo che mio fratello hanno sempre giocato fra loro; io ero solo osservatrice, mai giocatrice e a dire il vero, mi sembrava un gioco troppo cervellotico, seppur affascinante. Mi sono sempre detta che prima o poi avrei imparato.

Quest’anno è giunto il momento: a 44 anni suonati, ho deciso di imparare. Così, ho trascorso due pomeriggi a giocare con il mio babbo, dopo essermi fatta spiegare le regole di base. Ovviamente non diventerò mai Kasparov e nemmeno mi interessa, ma ho la soddisfazione di aver almeno capito come funziona. Prima, sapevo solo che il “cavallo” si muove ad “L” e niente più…ora posso dire di poter sostenere una partita. 

Effettivamente tutti i pezzi degli scacchi hanno un compito ben preciso e il loro modo di muoversi sulla scacchiera, ma la cosa più bella che ho capito da questo gioco, è che bisogna aprire la mente, allargare la visuale e cercare di capire come si muoverà l’avversario per tentare di non essere sconfitti o attaccati. Certo non è semplice per niente, soprattutto per una principiante come me (per la cronaca ho perso tutte e due le volte che ho giocato), ma alcune soddisfazioni me le sono prese anch’io: sono riuscita a “mangiarmi” la regina avversaria, anche se poi il mio babbo è riuscito a riconquistarsela.

Non è mai troppo tardi per imparare a fare qualcosa, ma soprattutto non è mai troppo tardi per passare il tempo con le persone care.

giovedì 25 luglio 2013

"Sorpresa?!"


Vi è mai successo di ricevere una telefonata all’improvviso e sentire dall’altra parte del telefono: “Sorpresa?!”
A me è successo 2 giorni fa, e la sorpresa me l’hanno fatta dei cari amici spagnoli, che a mezzogiorno e mezzo mi hanno chiamata dicendomi: “Hola …estamos en Pisa y hemos llegado para hacerte una visita”.

Che bello! ed effettivamente è stata proprio una bella sorpresa inaspettata.
Ma sarebbe stata comunque una sorpresa, anche se mi avessero chiamato 2 giorni prima, non proprio il giorno stesso.
Non per niente, è che uno può avere altri impegni, non essere a casa. Ed è proprio quello che è successo: in quel momento ero al lavoro e guarda caso questa settimana ho tutte le sere impegnate, quando invece a volte passano settimane che non esco per niente.

Premetto che sono molto affezionata a queste persone e proprio per questo avrei voluto saperlo con un po’ di anticipo, per organizzarmi  e passare più tempo possibile con loro.
Quindi sposta qui, sposta là, cercando di non annullare niente di programmato, sono stati giorni piuttosto intensi e per niente noiosi…forse un po’ faticosi mentalmente, per cercare di incastrare tutte le cose.

Loro mi hanno detto di non avermi avvisato per tempo, proprio per non crearmi disturbo e “ir a mi marcha”, cioè di continuare a fare le mie cose, come se niente fosse...ma come si fa a far finta di niente? … non tutti i giorni si ricevono visite da amici lontani, senza contare che c’è anche la voglia di stare con loro.

Comunque, tutto è bene quel che finisce bene e alla fine sono riuscita sia a stare con loro, che andare ad una cena organizzata da tempo, portando qualcosa di cucinato all’ultimo momento. Ho fatto una torta salata che ho deciso di chiamarla “torta salata a sorpresa”, dove la sorpresa in questo caso erano i pinoli, qualcosa di inaspettato in una torta salata.

Avete mai ricevuto sorprese del genere, o ne avete fatte?
Vi piacciono le sorprese o vi scombussolano un po’?
Raccontate.

Ecco la ricetta.
“Torta salata a sorpresa”

Ingredienti:
1 base di pasta brisé, già pronta
4 uova
4 zucchine
8 fiori di zucchina
1 cipolla fresca
una bustina di pinoli
qualche foglia di nepitella
sale e pepe q.b.
Procedimento:
Stendere la pasta brisé su una teglia. Lavare le zucchine e i fiori di zucchina, tagliare a rotelle le zucchine e sminuzzare i fiori, lasciando qualche fiore per la decorazione. Far saltare tutto in una padella insieme alla cipolla triturata e alla nepitella, salando e pepando a piacere, per circa 10 minuti. Intanto sbattere le uova in una zuppiera e versare le zucchine cotte. Aggiungere la bustina di pinoli e mescolare bene. Versare il tutto sulla base della basta brisé, con i fiori rimasti decorare la superficie della torta e mettere in forno per 20/25 minuti a 200°.



domenica 14 luglio 2013

...Luglio col bene che ti voglio...

Giugno è passato in un baleno e anche Luglio ci sta passando sotto il naso...
A Giugno, precisamente il giorno 18, la "mia soubrette preferita" ha compiuto 70 anni e non le ho nemmeno dedicato un post...imperdonabile!
Per rimediare, ci metto la faccia e dico: Tanti Auguri Raffa! ... un po' di ironia e leggerezza ci vuole...


Giugno è stato anche un mese un po' così così...poca voglia di stare davanti al computer, testa e pensieri da un'altra parte...avvenimenti e cose della vita, insomma, mi sto giustificando per l'assenza...però è stato un mese che mi ha dato anche emozioni forti, profonde...senza contare che ho un orto che richiede il suo tempo e che aiuta la mia mente a liberarsi.

Per ripartire, due ricettine con verdura e frutta di stagione che ho provato in questi giorni, anche se con questo caldo non si richiede molto stare intorno ai fornelli.

Pasta con zucchine e pomodori
Ingredienti:
6 zucchine
2 cipolle rosse di tropea
10 pomodorini ciliegini
foglie di menta
sale, pepe, olio, q.b.
Procedimento:
Pulire e tagliare cipolle e zucchine, metterle in una padella antiaderente e farle saltare per circa 8 minuti. Aggiungere qualche foglia di menta, sale e pepe q.b. Poi aggiungere i pomodorini tagliati a metà e mescolare bene per 2 minuti. Quando la pasta è cotta, scolarla e mescolarla con il condimento.





E' veloce e facile. Mentre la pasta cuoce, si prepara il condimento, ed è adatta anche a chi ha poco tempo...in una sola ora di pausa pranzo, si riesce a fare.

Per concludere, un dolcino.

Torta di albicocche
Ingredienti:
3 uova
2 vasetti di yogurt bianco
2 misurini di zucchero
4 misurini di farina
1 e 1/2 misurino di olio di semi
1/2 bustina di lievito 
500 gr di albicocche

Procedimento:
Come unità di misura, si usa direttamente il vasetto dello yogurt.
Amalgamare bene, mescolando con le fruste, le uova con lo zucchero; poi aggiungere lo yogurt e mescolare ancora; poi aggiungere la farina, quindi l'olio. Aggiungere all'impasto una parte di albicocche tagliate a dadini, infine aggiungere il lievito e mescolare bene l'impasto. Foderare una teglia con la carta da forno. Mettere sul fondo un po' di zucchero. A questo punto tagliare a metà le albicocche rimaste e disporle sul fondo della teglia. Versare sopra l'impasto e infornare per 1 ora circa a 150°. Sfornare la torta e girarla sottosopra. Spolverare un pochino di zucchero a velo.